A “La città visibile” , a Modena la storia gitana degli Zambra Mora
MODENA. Prosegue la rassegna “La città visibile”, organizzata dalla compagnia Teatro dei Venti con il contributo del Quartiere 2 del Comune di Modena.
MODENA. Prosegue la rassegna “La città visibile”, organizzata dalla compagnia Teatro dei Venti con il contributo del Quartiere 2 del Comune di Modena. Oggi, alle 21, sempre al Teatro dei Segni di Via San Giovanni Bosco, 150, “Anima Bella”, con l'attrice Oksana Casolari e i musicisti Luca Cacciatore, Paolo Bedini, Lucio Forghieri, Mario Sehtl, Igino Luigi Caselgrandi, Gianluca Lione. Testi: Vincenzo Scalfari. Regia: Stefano Tè. Ingresso gratuito, è gradita la prenotazione (Info e contatti: 059 7114312 – 389 7993351).
Concerto in forma teatrale realizzato dal Teatro dei Venti con gli Zambra Mora, questo spettacolo racconta una storia gitana: il viaggio di una voce che abbandona la sua identità personale per abbracciarne una collettiva e riconoscersi umana tra gli umani. Uno spettacolo in cui i linguaggi della musica e della parola si incontrano e si plagiano a vicenda per raccontare gli spostamenti del popolo gitano, che da sempre viaggia tra i popoli disconoscendo l’esistenza di frontiere e modellando la propria identità nell’incontro con identità altre.
Anima Bella risulta, dunque, un percorso evocato da parole e da poesia, che apre finestre su paesaggi, luoghi e tradizioni musicali caratterizzati dalle sonorità dei singoli strumenti o da un preciso stilema musicale o da un ritmo originario. Narrazione e musica si intrecciano in giochi di assonanza o contrasto semantico ed emozionale, alternandosi, giocandosi il silenzio reciproco per dare rilevanza l’una all’altra o accavallandosi in modo energico fino a trovare un unico linguaggio.
Gli Zambra Mora associano una raffinata rilettura di brani tradizionali a composizioni originali frutto di una costante contaminazione tra la musica orientale e il flamenco, la rumba e il tango, la musica ebraica Klezmer e lo swing manouche. Il tutto colorato da sonorità balcaniche e zingare.
I viaggi del gruppo e l’esperienza concertistica in paesi quali la Repubblica Macedone, la Turchia, la Bulgaria, dove la musica gitana svolge un ruolo importante nella tradizione musicale autoctona, hanno favorito e veicolato la fusione tra generi musicali solo apparentemente distanti, ma che si sono in realtà influenzati e plagiati nell’incontro e nello scambio culturale tra musicisti girovaghi.
La rassegna si conclude domani, alle ore 18.30, con un omaggio al grande attore e autore Dario Fo, un viaggio all'interno del suo grande repertorio, letto e interpretato dagli attori del Teatro dei Venti e da altri ospiti invitati per l'occasione. L'appuntamento, dal titolo “Cena Fo”, si conclude con momento conviviale aperto al pubblico presente, in cui ci si scambierà gli auguri di Buone Feste.
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