Gazzetta di Modena

Laboratorio di Arte Grafica: in mostra 10 anni d’incisioni

di Michele Fuoco
Laboratorio di Arte Grafica: in mostra 10 anni d’incisioni

MODENA. Nel 2019 il Laboratorio d'Arte Grafica di Modena festeggerà 40 anni di attività. Un traguardo di tutto rispetto per un lavoro creativo che coniuga arte e artigianato, grazie all'impegno e...

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MODENA. Nel 2019 il Laboratorio d'Arte Grafica di Modena festeggerà 40 anni di attività. Un traguardo di tutto rispetto per un lavoro creativo che coniuga arte e artigianato, grazie all'impegno e alla passione di Roberto Gatti che aprì, subito dopo il diploma all'Istituto Venturi, la stamperia d'arte “Il Cerchio”, in via dei Servi. In questa esaltante avventura Gatti ebbe come compagno Giuseppe Vitolla, anche lui allievo del Venturi. Con la stamperia inziarono a collaborare noti artisti modenesi, come Enzo Trevisi, Vittorio Magelli, Tino Pelloni, Claudio Spatttini, Mario Venturelli, Erio Baracchi, Ermanno Vanni. Cinque anni di vita ebbe la stamperia nel centro storico. Ma questa esperienza non si esaurì nel 1984, in quanto Roberto Gatti riaprì, in via Verona, la stamperia con il nome di “Laboratorio di Arte Grafica di Modena” per tenere sempre più vivo il legame con la città e con i suoi artisti. Un rapporto intenso che continua, anche con artisti di altre città e stranieri, grazie al fattivo contributo di Anna Maria Piccinini e Matteo Gatti, rispettivamente moglie e figlio di Roberto. Vale, allora, la pena documentare questa lunga stagione di operosità con più mostre. Quattro, una per ogni decennio, nel periodo natalizio, nella Galleria Arte su Carte, in via Fratelli Rosselli 21. La prima copre l'arco di tempo 1979-1989, con nomi che hanno saputo esprimere, attraverso opere di tecnica calcografica, la cultura visiva modenese. Ed ecco Trevisi che traduce, in figure di scansione geometrica, Sandrone, Arlecchino e il dottor Baranzone. Compongono le cartella “Immagini della città” le serigrafie di Alberto Cavallari, Adolfo Lugli, Mac Mazzieri (Duomo di Modena e una giovane che si tramuta in Ghirlandina), Magelli (nudo di ragazza che si confronta con la Bonassima), Spattini (fontana del Graziosi), Tino Pelloni (fiori con elementi del Duomo), Ghigo Zanfrognini (natura morta con frutta in un paesaggio del centro della città dove spicccano la Ghirlandina e la Torre del Municipio), Baracchi (telamone). Alle pareti anche le immagini della cartella “Arte e solidarietà”, del 1889, con le incisioni di Carlo Barbieri, Carlo Cremaschi, Raffaele Biolchini (misurare il tempo), Pompeo Vecchiati, Giuliano della Casa, Fausto De Nisco, Luca Leonelli, Cesare Soli, Adriano Venturelli e Mario Venturelli. Tanti linguaggi anche di connotazioni astratte e informali. Testo critico di don Casimiro Bettelli. Di acqueforti è composta un'altra cartella, dal titolo “Solidarietà d'artista”, indicando ancora una volta la disponibilità degli artisti ad aiutare associazioni che operano a favore di chi si trova in difficoltà. Le incisioni sono di Biolchini, Rino Golinelli, Mac Mazzieri, Sandro Pipino e Ermanno Vanni. Tra i tanti fogli una maternità (acquatinta) di Edi Brancolini, “la sposa del vento” di Cristina Roncati, “cercatore” di Wainer Vaccari. La mostra continua con acqueforti di Graziano Pompili, di Andreina Bertelli “per imparare” e di Franco Passoni, autore di paesaggi di meticoloso segno.

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