Gazzetta di Modena

Una modenese protagonista al Teatro alla Scala

Una modenese protagonista al Teatro alla Scala

MODENA. Per Federica Cipolli si aprono le porte della Scala di Milano. A soli 25 anni la pianista modenese fa il suo ingresso nel luogo simbolo della musica italiana ed europea e lo fa con merito....

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MODENA. Per Federica Cipolli si aprono le porte della Scala di Milano. A soli 25 anni la pianista modenese fa il suo ingresso nel luogo simbolo della musica italiana ed europea e lo fa con merito. Federica Cipolli ha vinto l'audizione come pianista-maestro collaboratore presso la prestigiosa accademia del teatro alla Scala. I candidati, provenienti da tutto il mondo, si sono cimentati in diverse prove concernenti cinque opere tra Verdi, Puccini, Mozart, Bizet e Gounod, prove a prima vista e colloquio. Nello specifico Federica ha sostenuto prove riguardanti Boheme (di G. Puccini), Falstaff (di G. Verdi), Don Giovanni e Die Zauberflote (di W. A. Mozart), Faust (di Ch. Gounod).

La vittoria comporta un periodo di due anni come pianista/maestro collaboratore all’accademia Teatro alla Scala di Milano: «Confrontarsi con grandi professionisti - spiega con entusiasmo Federica - e lavorare (imparando) al loro fianco, in quello che certamente è il tempio della lirica europea, se non mondiale, è qualcosa di incredibile».

Un nuovo passo avanti per una professionista che a soli 25 anni continua a crescere. Federica si forma a Modena, presso il conservatorio Vecchi, successivamente si specializza al Cubec-Accademia di Mirella Freni come pianista accompagnatore iniziando a lavorare in diversi teatri in Italia e all’estero fino alla recente esperienza a Spoleto presso il Teatro Lirico Sperimentale, in una lunga estate come maestro collaboratore.

Per una pianista arrivare alla Scala è come un sogno: «Sono davvero emozionata, è meraviglioso». Ma entrare nel Gotha della lirica comporta anche delle responsabilità: «Devo ammettere - continua Federica- di essere anche preoccupata. Mi sto buttando nel vuoto, c'è la paura di affrontare un’impresa che possa rivelarsi “più grande di me”. Ma d’altro canto è un’occasione unica nella vita, quindi ho anche tantissima carica e voglia di fare meglio che posso quando sarò a Milano».

E poi c’è quel pensiero che rende un sogno appena più malinconico: «Il trasferimento a Milano comporta anche delle privazioni - racconta -. Ho dovuto lasciare le scuole in cui insegnavo musica: il progetto alle Paoli e alla scuola di musica a Saliceta San Giuliano, anche se conservo alcuni allievi ai quali farò lezione comunque nei weekend liberi».

Ma il richiamo della Scala è forte, un treno su cui salire al volo, senza voltarsi indietro. Non male per una ragazza che, consapevole dell’incertezza economica legata al mondo della musica, si era “tutelata” con una laurea con lode in Scienza Giuridiche con specializzazione in Public Management. Per altri due anni, la laurea, potrà restare in un quadro, perché Federica avrà altri impegni, in una cornice unica al mondo. (gib)

 

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