Modena, Mirella Freni presenta i suoi allievi all’esame del Gianni Schicchi
L’opera di Puccini scelta come prova finale del corso di alto perfezionamento Orchestra diretta da Stefano Seghedoni, protagonista il baritono Sergio Vitale
MODENA. Concretizzazione della formazione intesa anche come crescita professionale di giovani cantanti lirici. Così è riassumibile il “Gianni Schicchi” che andrà in scena il 14 e il 15 gennaio al Comunale Pavarotti come prova conclusiva del corso di alto perfezionamento per cantanti lirici e produzione lirica che ha avuto come docente principale il soprano Mirella Freni, per il progetto “Modena città del Belcanto”.
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Al corso hanno preso parte 14 studenti, dei quali sei italiani, i restanti provenienti da Giappone, Cina, Turchia, Australia e Israele. L'opera comica in un atto di Giacomo Puccini, su libretto di Gioachino Forzano, è stata scelta proprio perché è un'opera che ha un cast molto ampio, con punti di impegno tecnico notevoli e di difficile esecuzione, ma con arie non troppo impegnative che si presta molto bene ad essere un lavoro dimostrativo sia dal punto di vista musicale che attoriale. Prodotto in un nuovo allestimento ad hoc per il corso, il “Gianni Schicchi” avrà la regia di Stefano Monti che ha ambientato durante la Prima Guerra Mondiale la vicenda del famoso faccendiere fiorentino raccontata nel XXX canto dell'Inferno di Dante.
«Ho scelto quel particolare periodo storico - spiega il regista - perché era un'epoca di grande fermento culturale, con la nascita di tutte le avanguardie, in pieno espressionismo e in questa prospettiva abbiamo pensato l'allestimento. I costumi, la scena, il trucco evocano le tinte marcate di un certo cinema di quel periodo, da Metropolis a l'Angelo azzurro. È uno spaccato di un'umanità, di una spietatezza e di una avidità inaudite. L'uomo nei secoli, dal 1300 ai giorni nostri, purtroppo, non è cambiato, e quindi resta anche un'opera di un'attualità sconcertante».
La parte principale è stata affidata al baritono Sergio Vitale, giovane ma affermato interprete che vanta una prestigiosa attività in istituzioni quali il Teatro di San Carlo di Napoli, dove ha debuttato come Figaro ne “Il Barbiere di Siviglia”, l'Accademia di Santa Cecilia, dove è già stato interprete di “Gianni Schicchi”, la Deutsche Oper Berlin, dove è stato Giorgio Germont ne “La Traviata”.
Vitale ha interpretato inoltre l'eroe eponimo del Falstaff di Verdi sotto la bacchetta di Riccardo Muti. La direzione musicale dello spettacolo è di Stefano Seghedoni, alla guida dell'Orchestra dell'Opera Italiana, altro direttore formatosi al Vecchi-Tonelli con un'importante gavetta svolta proprio al Comunale. «Musicalmente - aggiunge Seghedoni - è una partitura raffinatissima. Sotto l'incalzante ritmo comico della musica, che proviene chiaramente dall'esempio del Falstaff di Verdi, si nascondono il colore plumbeo delle prime avanguardie del Novecento e le innovazioni di Bartók e di Stravinsky».
A completare la natura modenese di queste rappresentazioni le scene di Rinaldo Rinaldi e le luci di Andrea Ricci. Composta tra il 1917 e il 1918, l'opera costituisce la parte finale del cosiddetto Trittico, i tre atti unici scritti da Puccini per essere rappresentati in un'unica serata. Fra le arie celebri “O mio babbino caro”, uno dei brani più popolari dell'intero repertorio. In occasione della recita di domenica 15 gennaio alle 15.30 sarà possibile seguire l'opera in diretta streaming dalla homepage www.teatrocomunalemodena.it. Il progetto è nato con l'obbiettivo di fornire un servizio culturale a tutti coloro che non hanno la possibilità di accedere direttamente alla programmazione del Teatro, nonché di promuovere a livello nazionale e internazionale importanti istituzioni produttive del territorio. «Abbiamo svolto un lavoro molto importante durante questi tre mesi di corso - spiega Mirella Freni - i ragazzi mi hanno seguita in modo esemplare.
Molti di loro sono dotati naturalmente, altri hanno dovuto impegnarsi un po' di più, ma sono sicura che in mezzo a questo gruppo ci sia qualcuno che avrà una bella carriera sui palcoscenici più importanti di tutto il mondo. Non faccio nomi perché non voglio che si montino la testa e soprattutto perché sarà un piacere per lo spettatore scoprire, attraverso l'ascolto dell'opera, chi siano questi nuovi talenti».
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