Gazzetta di Modena

«Il nostro Bennet comico e graffiante sulla vita di coppia»

di Nicola Calicchio
«Il nostro Bennet comico e graffiante sulla vita di coppia»

MODENA. “Nudi e crudi” di Alan Bennet (adattamento di Edoardo Erba), per la regia di Serena Sinigaglia, è il titolo del primo spettacolo di prosa del 2017 in programma, al Teatro Michelangelo

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MODENA. “Nudi e crudi” di Alan Bennet (adattamento di Edoardo Erba), per la regia di Serena Sinigaglia, è il titolo del primo spettacolo di prosa del 2017 in programma, al Teatro Michelangelo, dal 17 gennaio a giovedì 19 gennaio alle 21, protagonisti Maria Amelia Monti e Paolo Calabresi (sul palco anche Nicola Sorrenti).

Cosa  succederebbe  se una sera tornando  a  casa trovaste il vostro appartamento  svaligiato da ladri che non hanno lasciato traccia  neppure di  un interruttore?  É quello che capita ai signori Ransome,  e sconvolge la loro vita tranquilla e ripetitiva. Diversa la reazione dei due: lui  si arrabbia sempre  più,  lei  prova quasi un senso di liberazione. Intanto, in un gioco  di caratteri sempre  più esilarante, il mistero del furto trova un'imprevista soluzione.

Dal romanzo  di  successo  scritto dal genio comico  Alan Bennett, “Nudi e crudi”, commedia  spumeggiante,  piena  di umorismo e ironia, sa fare un ritratto impietoso della vita di una coppia inglese di mezza età. «I furti ci sono sempre stati e sempre ci saranno - spiega Paolo Calbresi - In questo caso però, che poi si rivela nel corso della commedia non essere un vero furto ma uno scherzo destinato ad altri, getta nella disperazione la coppia».

La reazione dei due personaggi però è diversa?

«Lui soccombe perché senza le cose con cui è abituato non sa stare; lei invece la prende come una occasione di rinascita. Purtroppo questa reazione diversa li fa scoppiare come coppia».

Può descrivere il suo personaggio?

«Interpreto un signore inglese molto perbene con grandi certezze dettate da una vita organizzata prima e senza sorprese. Quando vede la casa sottosopra scoppia e non riesce più a sopportare il presente e a guardare il futuro».

Bennet con questo lavoro affronta il tema della relazione uomo-donna?

«Soprattutto. L'evento è l'occasione per esplorare la loro relazione».

Quindi ci sono diverse chiavi di lettura?

«Questa è una riduzione di un piccolo romanzo che Bennett aveva scritto e che lascia aperte diverse interpretazioni. Il principale messaggio che Bennett manda però è che le relazioni non vanno appoggiate su cose materiali, altrimenti ci caschiamo un po' tutti».

Maria Amelia Monti interpreta la signora Ransome, una donna che già a vent'anni ne dimostrava ottanta.

«È lei la protagonista di questa coppia noiosa e metodica - spiega l'attrice - In realtà lei ha un carattere diverso dal tipo di vita che fa. Quando ritorna a casa e trova la casa completamente svuotata, dopo un primo scombussolamento, rinasce e comincia a rivitalizzarsi scoprendo le persone e iniziando una nuova vita. Bennett è sempre dalla parte delle donne».

Si sorride dei guai dei due protagonisti ma ci si commuove anche?

«Quello lo decide il pubblico che assiste agli spettacoli. Comunque è una commedia che fa ridere e pensare. Bennett tocca tasti anche profondi e come al solito ha una scrittura che, da un lato ti fa ridere, e dall'altro riflettere. Edoardo Erba ha fatto un adattamento teatrale di un romanzo dopo aver avuto l'ok da Bennett. Con la regista Serena Sinigaglia hanno ridotto i personaggi del racconto che sono interpretati da un solo attore, Nicola Sorrenti».

Bennett viene definito un ritrattista comico e drammatico.

«Lui è così. Anna Marchesini è stata la prima a portare Bennett in Italia. È un autore che scrive monologhi e commedie sempre con uno stile comico e graffiante. Piace molto ai ragazzi e questa è una cosa meravigliosa. Tutti i nostri figli, miei e di Calabresi, hanno visto lo spettacolo e si sono divertiti, grazie pure alla scrittura un po' surreale».

Come è lavorare con Paolo?

«Avevamo già fatto insieme in televisione la fiction “Distretto di polizia” ma in teatro è la prima volta. Entrambi veniamo dal teatro e siamo entrati subito in sintonia. C'è fiducia reciproca e ogni sera troviamo sempre stimoli nuovi».

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