Gazzetta di Modena

C'era una volta a Modena

Novi raccontata dalle foto volti e storie di un secolo fa

Novi raccontata dalle foto volti e storie di un secolo fa

Il paese e le frazioni portano le ferite del terremoto. La morte di Don Ivan

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Segue da pag. 17

Così lo ha ricordato papa Benedetto XVI il 26 giugno parlando a San Marino di Carpi: "Qui a Rovereto di Novi, nel crollo della chiesa - che ho appena visto - ha perso la vita Don Ivan Martini. Rendendo omaggio alla sua memoria, rivolgo un particolare saluto a voi, cari sacerdoti, e a tutti i confratelli, che state dimostrando, come già è avvenuto in altre ore difficili della storia di queste terre, il vostro amore generoso per il popolo di Dio".

La ricostruzione del paese richiede molto tempo e molto denaro. Ricordiamo almeno un importante edificio storico di questa frazione: il Palazzo Estense delle Lame con il vicino Oratorio, nato come residenza estiva dei Pio di Carpi, ma anche come centro amministrativo delle proprietà fondiarie adiacenti.

Nel 1500 Giberto Pio lo cede agli Estensi. Nel 1510 viene affidato dagli stessi al vescovo Paleotti di Bologna, ma ritorna presto agli Estensi che ne restano proprietari fino a quando verrà dato in feudo ai conti Guidelli Guidi.

Negli anni trenta del Novecento è stato edificato lo storico Palazzo di tenuta Delfina, costruito a somiglianza di un castello fiabesco dall'ebreo Golfinger, fuggito in Svizzera dopo l'emanazione delle leggi razziali del 1938. Nel dopoguerra è stato edificato il Monumento ai Caduti della Liberazione, dedicato, oltre che ai nomi dei caduti dell'ultima guerra, alla cosiddetta "Strage degli Intellettuali", avvenuta la notte del 7 agosto 1944 a Rovereto, quando un gruppo di nove persone, tra cui laureati e personaggi di spicco per la loro attività culturale, venne fucilato dai Repubblichini.

Molto più piccolo è Sant'Antonio in Mercadello (900 abitanti), dove risalta la chiesa parrocchiale, un edificio di linee architettoniche moderne con struttura in cemento armato con pareti di muratura a vista, uno stile in cui si costruiranno nel dopoguerra molti edifici religiosi di Modena e provincia.

Rolando Bussi

bussirolando@gmail.com

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