Gazzetta di Modena

Pavullo, l'arte postale di quattrocento autori e quella “sotterranea” di Scappini

di Mic
Pavullo, l'arte postale di quattrocento autori e quella “sotterranea” di Scappini

Due mostre, fino al 29 gennaio, al Palazzo Ducale a Pavullo. Le Sale superiori sono occupate dalla rassegna “Celebreting Mail Art - Ray Johnson & 50 anni di arte postale”, quelle dei...

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PAVULLO. Due mostre, fino al 29 gennaio, al Palazzo Ducale a Pavullo. Le Sale superiori sono occupate dalla rassegna “Celebreting Mail Art - Ray Johnson & 50 anni di arte postale”, quelle dei Sotterranei dalle pitture di Mattia Scappini. Sono trascorsi 50 anni - spiegano i curatori Paolo Donini e Anna Boschi - dalla felice intuizione degli artisti americani Edward M. Plunkett e Ray Johnson, che ha dato vita al circuito internazionale più frequentato della storia dell'arte (la Mail Art). Rapporti, scambi, incontri, interventi, progetti si sono avvicendati, sempre in un clima di partecipazione attiva e continua, con il superamento di qualsiasi barriera politica e ideologica. Questa “danza” di corrispondenza artistica ha coinvolto e tuttora coinvolge artisti di tutte le Nazioni del mondo che, per celebrare insieme questo importante anniversario, hanno inviato interessanti opere per dare un proprio segno di rinnovata adesione e riconoscimento ad una “Scuola”, che è stata in grado di unire artisti di tutto il pianeta in un “racconto artistico collettivo”.

«I progetti di mail art - precisa Donini - utilizzano la pratica freedom che consiste nella rimozione di qualsiasi filtro producendo un grande atto di scambio o di confessione, una sorta di arte-terapia esercitata al di fuori di ogni censura. È ovvio poi che agli aspetti veritativi di questa scelta, per cui il progetto accoglie qualsiasi contributo e si limita all'esposizione oggettiva, come una ricerca sul campo, faranno da contrappeso le immancabili cadute, la eventuale vacuità del divertissement. Forse la mail art esprime un'inesauribile creatività proprio perché rende attivo il concetto di “Arte a perdere” o “Arte donata”, vale a dire che svincola l'opera dal valore venale e a un tempo rende immateriale il contenitore espositivo. A me sembra che queste scelte siano dettate prima ancora che da istanze estetiche da prese di posizione che possiamo considerare socio-politiche». In mostra opere di 400 artisti di 37 nazioni (Argentina, Australia, Belgio, Brasile, Canada, Cile, Costa Rica, Danimarca, Inghilterra, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Olanda, Giappone, Irlanda, Israele, Italia, Lettonia, Macedonia, Malesia, Messico, Norvegia, Polonia, Portogallo, Romania, Russia, Serbia, Sud Africa, Corea del Sud, Spagna, Svezia, Svizzera, Turchia, Uruguay, Usa e Venezuela). Nella Galleria dei Sotterranei è inoltre visitabile la mostra “Riverberi nero bugia” del modenese Mattia Scappini che presenta, in un allestimento arricchito da suggestive video proiezioni, il suo lavoro pittorico e grafico dedicato a rigorose volumetrie di sapore metafisico con incursioni figurative che riallacciano questi paesaggi spirituali a scorci panoramici di un ecosistema solennemente abitato dalle forme quanto disertato dalla figura umana.

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