Il primo raggio di sole dopo tre mesi d’ombra: Magrignana si risveglia
Una festa per il primo raggio di sole che ritorna dopo tre mesi di assenza. È l'originale appuntamento che andrà in scena domenica a Magrignana, incantevole borgo di Montecreto
MONTECRETO. Una festa per il primo raggio di sole che ritorna dopo tre mesi di assenza. È l'originale appuntamento che andrà in scena domenica a Magrignana, incantevole borgo di Montecreto situato all'ombra della montagna, in mezzo ai boschi di castagni e in prossimità del torrente Scoltenna. Un piccolo gioiello, le cui origini risalgono addirittura all'epoca romana (nome dalla famiglia dei Macri o da Macrino, imperatore del 217) ma che nel Medioevo è andato incontro a una completa ricostruzione per una slavina che ha travolto la sua prima sistemazione che vedeva il paese in alto sul monte.
Luogo senza tempo, dunque, oggi abitato da non più di cinque anime. Ma che due volte all'anno torna all'antica gloria, riempiendosi di centinaia di persone festanti. Accade per la sagra estiva e adesso, per la celebrazione di San Geminiano (anticipata alla domenica più vicina) che tradizionalmente coincide con il ritorno del sole sulla punta dell'antico campanile, segnata anche cromaticamente dalla maggiore esposizione.
Per rivederlo in piazza bisogna aspettare metà febbraio, ma già questo basta a interrompere un digiuno che dura da novembre, quando l'abbassamento dell'orizzonte ha creato la schermatura. Di qui la festa (riportata in auge 15 anni fa dai “Volontari per Magrignana”) che partirà alle 11 con la messa, poi per tutto il pomeriggio protagoniste musica e gastronomia cult (a cominciare dalle frittelle di castagne) presso la vecchia canonica, dove sarà possibile anche visitare il Museo del Caprile che raccoglie le memorie dell'antica civiltà contadina del luogo.
«Un momento magico - sottolinea il sindaco Leandro Bonucchi - che ci aiuta a riscoprire un pezzo fondamentale del nostro territorio rappresentando anche una bellissima occasione di comunità e di riscoperta dei valori tradizionali». Come sempre, tutto il ricavato della festa servirà alla manutenzione e conservazione della chiesa.
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