Gazzetta di Modena

Prodigi del principe dell'incisione

di Michele Fuoco
Prodigi del principe dell'incisione

Ad Arte su Carte l'opera grafica, libri d'artista e prezioso catalogo ragionato di Luca Leonelli

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MODENA. Era necessario per Luca Leonelli un “Catalogo ragionato dell'opera grafica”, dopo oltre 30 anni di lavoro in cui il modenese ha manifestato il prodigio del segno nelle tecniche incisorie, riuscendo persino a farne coesistere diverse (bulino, acquatinta, acquaforte, puntasecca, ceramolle...) nello stesso foglio. Pronte, allora, tre preziose edizioni di Skira (a cura di Sandro Parmiggiani, con testi di Carlo Bertelli e Franco Fanelli), corredate di opere originali e segnalibro, capaci di affascinare bibliofili, collezionisti e cultori dell'antico. La pubblicazione coincide con la mostra, fino all'11 febbraio, alla galleria Arte su Carte, legata al Laboratorio di Arte Grafica, di Roberto e Anna Maria Gatti, con cui Leonelli collabora da un quarto di secolo. Una tecnica eccelsa, sostenuta da una tensione conoscitiva, giustifica i lusinghieri giudizi che i critici esprimono sul suo talento, tanto che Bertelli richiama i grandi maestri dell'incisione, come Durer, Rembrandt, Parmigianino, molto cari e familiari a Luca che ha potuto ammirare le loro opere, sin da ragazzo, allo Studio La Darsena, diretto dalla madre Luciana Frigieri, nota storica dell'arte. Il segno viene elevato, pure nei “Libri d'artista” (con scritti di Franco Loi, Schwarz, Giorgio Celli, Hellen Richars...), a trama di pensieri, sentimenti, riflessioni, con una curiosità instancabile di esplorazioni in campi differenti, agisce nelle folgoranti corrispondenze tra l'idea e il suo incarnarsi nell'immagine, diventa manifestazione di una indagine scrupolosa dell'artista nelle vesti di entolomologo, di botanico, di chirurgo e pure di “antropologo visivo”. «Ecco i suoi fogli - sostiene Bertelli - di “Uomologia”, popolati di teste umane, nelle quali di assiste alla metamorfosi dell'uomo in gorilla». Il senso della trasfigurazione domina le immagini, con scavi abissali nella figura umana (accovacciata o appisolata, il nudo e deforme domatore di insetti, il pifferaio che chiama a raccolta i topi...); con sciami di zanzare, moscerini, vespe che sembrano dilatare la loro presenza in una sfera onirica; con lo spettacolo che la natura offre in semplici elementi di vegetazione. Leonelli elabora una iconografia di azzardo incomparabile, di allegorie e metafore, di stimoli pungenti, ironici, di stupore gioioso ma pure angoscioso, nella ricostruzione di un universo vivo dell'immaginario, del senso dell'esistenza dell'uomo. «Non riesco a distaccarmi da una sorta di visione rinascimentale che porta - rivela Leonelli - la figura umana al centro di tutto quello che dipingo».

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