Modena. Colombara festeggia il trentennale interpretando “Attila” di Verdi
Questa sera al Teatro Luciano Pavarotti l'opera lirica, lo spettacolo sarà replicato domenica e martedì 7
MODENA. Nel 451 San Geminiano salvò Modena dagli Unni guidati da Attila, nascondendola agli invasori con una fitta coltre di nebbia. Quasi in concomitanza con la ricorrenza del patrono stasera alle 20 al Teatro Pavarotti andrà in scena l'opera "Attila" di Giuseppe Verdi con protagonista Carlo Colombara, che festeggia il trentennale della sua grande carriera. Lo spettacolo verrà replicato domenica 5 alle 15.30 e martedì 7 alle 20 e sarà una nuova produzione curata dal teatro che riprende un allestimento scenico del Teatro Verdi di Trieste rappresentato in occasione del bicentenario verdiano.
La direzione è di Aldo Sisillo, la regia di Enrico Stinchelli, l'allestimento di ambientazione storico naturalistica si avvarrà di raffinati effetti e proiezioni video a cura di Pier Paolo Bisleri e della MadAboutVideo di Malta . «Verdi - commenta Stinchelli - riesce, come suo solito, a dipingere molto bene le atmosfere dei luoghi: nella sua musica si avverte la bruma, la nebbia, l'acqua che circonda l'intera vicenda e ne diventa quasi motivo conduttore. Abbiamo cercato di rievocare il clima di Aquileia e dei suoi dintorni, le paludi di Rio Alto, i boschi, le radure, puntando sulla realizzazione di un film opera che sfuggisse agli schemi rigidi del primo Verdi. Una tradizione tecnologica o una tecnologia al servizio della tradizione, se si vuole, per far rivivere questi eccezionali feuilletons, vanto del nostro patrimonio culturale».
Il ruolo di Attila sarà affidato a Carlo Colombara, illustre rappresentante della tradizione verdiana: «Il mio Attila non e' un uomo truce ma un politico astuto come era in realtà' nella storia e come descrive Solera nel libretto - spiega il basso - Uno dei personaggi che mi piace di piu' in assoluto. Vocalmente molto acuto come tutti i ruoli del primo Verdi». Nato a Bologna, Colombara ha riscosso successo internazionale esibendosi nei più prestigiosi teatri al mondo e in diverse sale concertistiche. Ma anche Modena ha per il cantante un valore importante: «Ho un indimenticabile ricordo del Requiem di Verdi dedicato a Luciano Pavarotti che ho eseguito qui nel 2008. Avevo cantato con lui nell'ultimo Requiem da lui interpretato al Teatro San Carlo di Napoli nel 1996 che fu trasmesso in eurovisione. Poi l'amicizia con Mirella Freni, Raina Kabaivanska ma soprattutto di Nicolai Ghiaurov: davvero un caro amico».
Completano il cast il modenese Roberto Carli, nel ruolo di Uldino, e John Paul Huckle, Leone. In buca l'Orchestra dell'Opera Italiana mentre il coro sarà quello della Fondazione Teatro Comunale.
Stasera alle 18 si terrà al Ridotto del Teatro (ingresso via Goldoni) un incontro di presentazione dell'opera con Aldo Sisillo e Enrico Stinchelli. Martedì 7 febbraio lo spettacolo sarà visibile in una diretta streaming dalla home page del Teatro realizzata con la collaborazione con il dipartimento di E learning dell'Università di Modena e Reggio Emilia.
Maria Vittoria Melchioni
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