Gazzetta di Modena

Pavullo, volti e storie della capitale del Frignano

Pavullo, volti e storie della capitale del Frignano

Il Palazzo Ducale residenza estiva del Duca e il Castello Montecuccoli

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Questa puntata su Pavullo non può prescindere dai miei ricordi. La mia bellissima figlia è nata (per caso) all'ospedale di Pavullo un 21 marzo, primo giorno di primavera: nevicava da non credere! Ho insegnato italiano e latino al Liceo di Pavullo, l'anno tragico di Piazza Fontana, 12 dicembre 1969, agli studenti di Seconda e di Quarta. Erano in gran parte figli della borghesia di Pavullo; altri venivano da Serramazzoni, o addirittura da Fiumalbo (qualcuno purtroppo ci ha lasciato).

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Confido che a molti dei ragazzi di allora, se non a tutti (con alcuni di loro ho mantenuto saldi rapporti di amicizia), il mio metodo di insegnamento piacesse. Non così ad alcuni abitanti di Pavullo. L'autista della corriera che mi portava da Modena mi segnalò una mattina che sarei stato sottoposto a ispezione. Due o tre giorni dopo infatti la preside del "Guarini" venne a Pavullo a verificare il mio operato.

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Fui assolto! Il motivo della "inquisizione" era molto semplice: leggevo in Seconda un libro evidentemente messo all'Indice da qualcuno di Pavullo, Lettera a una professoressa di Don Milani, che fortunatamente apparteneva alla biblioteca del Liceo. Chi aveva fatto l'esposto forse non si rendeva conto che più di uno degli studenti del Liceo si alzava all'alba per aiutare nella stalla, raggiungeva a piedi o in bicicletta la Statale per aspettare la corriera, si addormentava qualche volta sul banco, ma prendeva lo stesso 8 o 9 in latino.

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Il bidello del Liceo era Gino Covili. Disegnava continuamente nel suo sgabuzzino, e passavamo ore a discutere di pittura. Gino ci ha lasciato nel 2005, Raffaele Biolchini nel 1994, Walter Mac Mazzieri nel 1998. Solo Davide Scarabelli, della mia generazione, continua imperterrito a produrre belle cose. Ma lasciamo i ricordi personali, e occupiamoci del capoluogo del Frignano, ben 17.500 abitanti su una superficie di 143,73 kmq, il secondo Comune più esteso della Provincia, a un'altezza di 689 metri sul livello del mare. Il nome Pavullo deriva da paule o "palude", la palude nei pressi della quale sorgeva, e che rimane in piccola parte ancora visibile al limitare dell’abitato verso sud. Ha avuto una continua espansione demografica, se si esclude un calo fisiologico dopo il 1951, come del resto tutti i paesi dell'Appennino.  

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Elemento di grande importanza nello sviluppo del territorio sono state le numerose vie che collegavano l'Emilia alla Toscana, prima la via Vandelli (1748) e poi la via Giardini (1780), che diedero impulso allo sviluppo economico e urbanistico di Pavullo. Nel 1832 il duca Francesco IV designò Pavullo quale capoluogo del Frignano, e promosse la costruzione di un palazzo (nel 1830) da destinare a propria residenza all'interno del parco progettato come complemento del Palazzo Ducale, che divenne la dimora estiva degli Estensi fino al 1859. A Francesco IV si deve anche il convento dei Cappuccini, terminato da Francesco V.

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Purtroppo nel febbraio del 2015 è stato gravemente danneggiato il "Pinone", come lo chiamano i Pavullesi, il maestoso esemplare di Cedro del Libano, messo a dimora dal giardiniere tedesco Carlo Huller che disegnò e realizzò il parco: presenta una circonferenza di circa m. 5,50 e un'altezza di m. 38. La specie, originaria del Medio Oriente, venne introdotta in Europa nel 1683. In Italia i primi esemplari furono piantati nel 1787 nell'Orto Botanico di Pisa. Già durante l'ultima guerra il "Pinone" aveva corso il rischio di essere abbattuto dai soldati tedeschi per ricavarne legna da ardere, intenzione scongiurata dall'intervento dell'allora podestà Ghibellini.

Il centro storico di Pavullo ha subito nel tempo molti rimaneggiamenti e molte ricostruzioni, dovute in gran parte anche alle gravi distruzioni della Seconda Guerra Mondiale. Nell'antico nucleo abitativo che si sviluppava tra piazza Montecuccoli, via Umberto I, via del Mercato e via Giardini esistono ancora vicoli, portali in arenaria, botteghe e abitazioni di un certo interesse storico-architettonico, anche se il grande sviluppo urbano del dopoguerra ha modificato il paese.

Ma per vedere il passato storico di Pavullo bisogna portarsi un poco fuori. Lì si erge il Castello di Montecuccolo, il simbolo della città di Pavullo, il luogo dove nacque il famoso condottiero Raimondo Montecuccoli (era nato a Pavullo il 21 febbraio 1609 e morì a Linz il 16 ottobre 1680), che partecipò alla Guerra dei Trent'anni (1616-1648) e combatté contro i Turchi. La fortezza, oggetto di grande restauro, è non solo bellissima, ma offre al pubblico la possibilità di visitare il Centro Museale Montecuccoli di cui fa parte l'interessante Museo Naturalistico del Frignano. Istituito nel 1982, dal 2006 il Museo ha trovato sede nei piani interni del Castello. Si suddivide in tre piani che accolgono sezioni dedicate alle Scienze della Terra, alla Botanica e alla Zoologia. È un percorso davvero ricco di opportunità di conoscenze del mondo animale e dello studio scientifico della terra.

Ci dedicheremo nella prossima puntata alle numerosissime frazioni di Pavullo.

P. S.

Voglio qui ringraziare la vivacissima Associazione culturale "La Fonda", a cui si devono molte delle immagini pubblicate in questa e nella prossima puntata, e in particolare Ettore Cassanelli, autore nel 2003 del bellissimo Storia e storie di Pavullo, narrate e rappresentate da oltre 200 cartoline d'epoca.

Rolando Bussi

bussirolando@gmail.com

(64, continua)

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