Modena, ecco “Ghenesis” dizionario d’amore cantato e danzato
MODENA. Oggi alle 21 al Teatro Storchi va in scena, in prima assoluta, lo spettacolo "Ghenesis, un mondo nuovo. Frammenti d'amore". Tema portante dello spettacolo è l'amore nelle sue diverse...
MODENA. Oggi alle 21 al Teatro Storchi va in scena, in prima assoluta, lo spettacolo "Ghenesis, un mondo nuovo. Frammenti d'amore". Tema portante dello spettacolo è l'amore nelle sue diverse sfaccettature, messo in scena attraverso una serie di quadri originali, in tutto dieci, ognuno dei quali rappresenta un frammento dell'amore così come è sentito, agito e idealizzato dall'uomo.
Con le musiche di Edvige Fontana, composte per baritono, soprano e mezzo soprano, testi di Fabio Previati e le coreografie e i costumi di Wilde Barbieri, Ghenesis è un viaggio alla scoperta della nostra emozione più pura e potente attraverso l'incontro di arti diverse, la danza il canto e la recitazione.
Di seguito l'intervista a Wilde Barbieri, coreografa e ideatrice, assieme al baritono Fabio Previati, dello spettacolo:
Wilde, il tema portante dello spettacolo è l'amore. Come viene presentato?
«Lo spettacolo è una successione di canzoni e ogni brano è come un quadro che rappresenta un aspetto dell'amore in base alla coscienza dell'essere umano. Dunque c'è l'amore giovanile, c'è l'amore per gli animali, per la creazione, c'è l'amore sensuale, c'è la gelosia d'amore dovuta all'invidia del possesso, c'è l'amore incondizionato. Tanti aspetti dell'amore nei quali ognuno si potrà riconoscere. Vengono collegati da un attore che recita e accompagna il pubblico in questo percorso fino ad arrivare all'ultimo brano, che è quello che ci porta nel nuovo mondo, quindi una nuova coscienza. È uno spettacolo che dà la possibilità a chiunque di usufruirne a vari livelli, o per passare semplicemente una serata di musica e danza, ma anche per chi vuole meditare su certi concetti».
Parliamo della musica, che stile ha?
«Lo stile è molto vario, la compositrice è stata molto versatile e ogni brano ha caratteristiche e una struttura completamente diversa dall'altro. I pezzi sono stati composti per tre registri vocali, baritono, mezzo soprano e soprano, con la scelta di utilizzare un'orchestra con strumenti classici e strumenti moderni come batteria, chitarra elettrica e fisarmonica. Un connubio molto bello e piuttosto inusuale».
Le basi però saranno registrate, l'orchestra non sarà presente?
«Sì, dovuto anche al fatto che la musica è composta con il la riportato alla frequenza di 432 hz e non ci sono orchestre attualmente che si stanno organizzando per ripristinare questo la verdiano».
Lo spettacolo si pone anche come portatore di un messaggio?
«Sì, abbiamo cercato di portare in scena una nuova coscienza di amore incondizionato. Il nostro auspicio è che l'arte possa servire ad innalzare la coscienza umana, l’artista ne sia un canale a prescindere dal mezzo che utilizza ed il pubblico possa ricevere armonia, bellezza, gioia e amore. Ma abbiamo, in questi due anni di preparazione dello spettacolo, prima di tutto cercato di portare questi valori nel gruppo. Quindi noi andiamo a rappresentare un lavoro che stiamo facendo nel nostro privato, nella nostra collaborazione quotidiana, perchè è inutile sbandierare idee di pace se poi ci facciamo la guerra tra di noi. La coerenza è importante, quando porti un messaggio lo devi prima di tutto mettere in pratica».
Lo spettacolo è reso possibile dalla collaborazione si Spazio 55, il Nuovo Balletto Classico, il ricamificio Isa di Carpi, Asso Vegan. Sponsor ufficiale dell'evento è Ten Sped.
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