Paolo e Serena, complicità sui dettagli della scrittura
Sorrentino si prende un po’ in giro e confessa la passione per le figurine Panini La Dandini racconta come è nata l’amicizia col regista e il suo amore per Parigi
MODENA. Lei, in look “total black” perché il nero la fa sentire meno inadeguata nella vita e lui che invece afferma di sentirsi inadeguato da 46 anni. Poi una grande risata. Tutto è iniziato così al Bper Forum Monzani: tra battute sulla loro vita, ilarità, pensieri profondi e racconti, come quelli immortalati nei loro libri. Loro sono Serena Dandini e il premio Oscar Paolo Sorrentino, lei con un libro su Parigi “Avremo sempre Parigi” e lui con una raccolta di racconti, “Gli aspetti irrilevanti”, storie di ventitre persone fotografate in bianco e nero da Jacopo Benassi di cui Sorrentino non conosceva nulla, se non la storia inventata da lui stesso su di loro. Li accomuna una grande amicizia, come raccontano loro stessi, nata per caso dopo la visione parecchi anni fa del film del regista napoletano “Le conseguenze dell'amore” da parte di Serena Dandini. «Lo chiamai - racconta la conduttrice e scrittrice romana - e gli dissi: ho visto il tuo film, mi è piaciuto molto, vorresti venire in trasmissione?». Quello fu l'inizio, come racconta anche Sorrentino, sempre con la battuta pronta: «Finalmente mia sorella capì che lavoro facevo». Una grande amicizia che si percepisce dalla sintonia fra di loro ma anche dal rispetto reciproco, sia professionale che umano. I loro libri profumano di storie passate, inventate ma soprattutto di dettagli, quelli di Parigi, la città dell'amore, dell'arte, della passione che Serena Dandini ha fatto rivivere per il lettore in una specie di glossario, dalla A alla Z, senza tralasciare nulla. Poi ci sono anche i dettagli dei tic, delle ossessioni, delle contraddizioni e delle paranoie dei personaggi di Sorrentino e anche quelli che fanno parte della sua vita, per il regista essenziali perché aiutano a ricordare momenti vissuti che altrimenti non ricorderesti. Sono tutti viaggi fra i volti mentre in quelli di Serena Dandini si viaggia fra la storia e l'anima di Parigi, rappresentata nei collage presenti nel suo libro, tra personaggi straordinari che hanno segnato per sempre la mente della scrittrice e che fa rivivere con grande gioia e passione. «La prima volta sono capitata a Parigi per caso - racconta Serena Dandini - ero molto giovane e fu subito amore». Si arriva a parlare inevitabilmente della città eterna, altro grande filo conduttore tra i due, ovvero Roma, casa natale di Serena e casa “acquisita” di Sorrentino, ma se la prima dichiara di non poter scrivere di Roma come ha fatto di Parigi perché «Parigi è un sogno lontano mentre Roma ce l'ho dentro, fa parte di me», il secondo invece non solo possiede un premio Oscar in comune con essa ma addirittura anche una serie televisiva, “The Young Pope”, che presto riprenderà a girare. Si parla anche di Modena che ha lasciato la sua impronta nella mente del regista appassionato delle figurine Panini: «Da grande amante di figurine è bello, una grande emozione, per me, essere qui». Ed è proprio la risata, quella che ha fatto da apripista a chiudere l'incontro sull'ultima immagine del libro del regista. Sguardo serio, pensieroso, che storia inventarsi per quest'uomo? Come scrive lui stesso sotto l'immagine “Sono tutti uomini di sconcertante banalità. Regista amatoriale di film controversi, un uomo di sconcertante banalità”.
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