Gazzetta di Modena

A Modena Maria Rosa Cutrufelli col suo libro sulle maestre di Ancona

di Giulia Manzini
A Modena Maria Rosa Cutrufelli col suo libro sulle maestre di Ancona

Dieci maestre della provincia di Ancona all'inizio del Novecento, per la precisione nel luglio 1906, sostenute non a caso dalla lungimirante e tenace Maria Montessori, chiesero ed ottennero,...

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MODENA. Dieci maestre della provincia di Ancona all'inizio del Novecento, per la precisione nel luglio 1906, sostenute non a caso dalla lungimirante e tenace Maria Montessori, chiesero ed ottennero, grazie ad un’indefessa determinazione, l'iscrizione nelle liste elettorali per poter prendere parte al voto amministrativo nei rispettivi comuni di appartenenza. Un vicenda straordinaria che è la storia delle prime potenziali dieci elettrici italiane attorno a cui si snoda il romanzo storico della scrittrice e giornalista Maria Rosa Cutrufelli autrice del recente “Il giudice delle donne”, Ed. Frassinelli che sarà presentato domani, mercoledì 8 febbraio, alle 15.30, alle scuole Marconi, nella Sala delle Giunchiglie, in Largo Pucci 45/a, con l'introduzione di Caterina Liotti, presidente del Centro Documentazione Donna, soggetto promotore dell'iniziativa.

Alla presentazione ci sarà anche la professoressa Maurizia Camurani, socia dell’Associazione “Gli Amici del Sigonio” che dialogherà con l'autrice, già nota al pubblico modenese per la vittoria nella sezione narrativa all'edizione 2009 del Premio Letterario Alessandro Tassoni diretto da Nadia Cavalera.

Occorre premettere che nel 1906 il diritto di voto era riservato ad una esigua percentuale di uomini: solo nel 1912 lo statista liberale Giovanni Giolitti concesse finalmente il suffragio universale maschile lasciandone però escluse le donne che avrebbero votato alle elezioni politiche per la prima volta il 2 giugno 1946, arrivando così alla conquista di un diritto fondamentale ingiustamente tardiva. Anticipatrici del suffragio femminile, almeno in vista di elezioni amministrative, furono le dieci suffragette della provincia di Ancona protagoniste del romanzo della Cutrufelli che ci riporta agli anni del primo Novecento per descrivere e narrare un’Italia legata ancora a stereotipi arcaici aperta però al vento progressista della modernità democratica.

Un ruolo fondamentale, nella vicenda storicamente avvenuta, è quello del giudice Mortara, coraggioso nel far applicare le disposizioni dello Statuto Albertino, Costituzione flessibile, e a suo modo moderna, riuscendo a far iscrivere le dieci donne alle liste elettorali. Un' illusione, però, durata per un tempo brevissimo: l'iscrizione delle dieci suffragette fu annullata di lì a poco da una sentenza della Cassazione che, in tal modo, rimandò all’immediato dopoguerra il fatale appuntamento delle donne italiane con la storia e con il raggiungimento del diritto attivo e passivo di voto.

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