“Il Finimondo”, con Peso Specifico va in scena un varietà apocalittico
MODENA. Alle 22 di oggi, presso Cotton Club di Corso Canalgrande 86, Peso Specifico porta in scena lo spettacolo “Il Finimondo”, varietà apocalittico per la regia di Santo Marino e con Alessandra...
MODENA. Alle 22 di oggi, presso Cotton Club di Corso Canalgrande 86, Peso Specifico porta in scena lo spettacolo “Il Finimondo”, varietà apocalittico per la regia di Santo Marino e con Alessandra Amerio, Cristina Carbone, Santo Marino; musica in scena di Massimo Caruso. Ingresso 10 euro con consumazione, prenotazione obbligatoria al 380 3696993. Per l'associazione si avvicina, inoltre, la residenza Place H2On alla Sala Temple di Sassuolo con la nuova produzione “Chi è fuori è fuori” di e con Santo Marino e Marco Frezza. Appuntamento il 26 febbraio in Largo Bezzi 4. L'idea del varietà “Il Finimondo” nasce dall'esigenza di creare un rapporto diretto con un pubblico non necessariamente abituato ad andare a teatro. Peso Specifico, infatti, pur non abbandonando la forma dello spettacolo di sala, sta cercando in questa fase di sperimentare un approccio differente con un pubblico che, in qualche modo, va a cercare in luoghi normalmente non adibiti a rappresentazioni. «Il Finimondo - spiega il regista Santo Marino - è un varietà, un genere di spettacolo ormai scomparso che affonda le sue radici nella tradizione popolare ma che contemporaneamente è stato fucina di innovazioni teatrali molto importanti. Dal varietà venivano Petrolini, Viviani e Totò. Metterlo in scena oggi significa per noi riprendere una tradizione interrotta, significa tornare nei locali per cercare un dialogo con il pubblico, senza divisioni tra palco e platea, significa affrontare un teatro al cui centro sta esclusivamente l'attore. Il Finimondo parla della fine di un'epoca: la nostra. Nel contesto sociale di oggi, di fronte alla crisi del modello occidentale, ai conflitti ideologico-religiosi, all'emergenza climatica e ambientale, sentivo l'esigenza di raccontare il nostro mondo dal punto di vista degli attori, con tutta la “cialtroneria” che ne consegue». Ecco allora che una piccola compagnia di varietà fa i conti con la fine del mondo. (n.c.)
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