Torna “Astradoc” quando il cinema racconta la realtà
MODENA. Storie di migrazione, disuguaglianze, diritti negati e amicizie inaspettate in un viaggio che racconta l’Italia attraverso l’obiettivo di cinque documentaristi. Al cinema Astra torna...
MODENA. Storie di migrazione, disuguaglianze, diritti negati e amicizie inaspettate in un viaggio che racconta l’Italia attraverso l’obiettivo di cinque documentaristi. Al cinema Astra torna Astradoc - viaggio ai confini del reale: la rassegna di incontri, musica e cinema che prenderà il via mercoledì 15 febbraio e proseguirà per quattro martedì fino al 4 aprile con un cartellone che raccoglie i migliori documentari, principalmente italiani, passati nei festival più importanti. Naturalmente in sala ci saranno i registi a presentare le loro opere. L'iniziativa è stata presentata nella sala di via Rismondo 21, alla presenza di Anna Lisa Lamazzi (presidente Arci Modena), Fabrizio Grosoli (direttore artistico), Giuliano Garagnani (Voice Off), Massimo Bondioli (ufficio cultura Arci) e Filippo Ferro (Laika - Jutà Café).
«Lo scopo - ha precisato Lamazzi - è quello di dare visibilità ad un prodotto cinematografico che non passa per i canali tradizionali. Il cinema per noi è un'arte». Per Giuliano Garagnani invece «I film che verranno proiettati sono stati selezionati perché raccontano la realtà». È toccato poi a Fabrizio Grosoli illustrare i cinque film in programma. Si parte il 15 febbraio con Il refettorio: miracolo a Milano di Peter Svatek sul progetto del Refettorio Ambrosiano che Massimo Bottura ha aperto durante l’Expo 2015 e dove i migliori chef del mondo hanno recuperato il cibo utilizzato dalla manifestazione per cucinare per persone in gravi difficoltà economiche e sociali. A presentare il documentario sarà proprio Massimo Bottura. Martedì 21 febbraio prende il via la parte dedicata ai registi italiani con A seafish from Africa di Giulio Filippo Giunti, che racconta la storia di Banda, immigrato ghanese di fede musulmana arrivato in Europa alla ricerca di una possibilità di sopravvivenza per se stesso e di aiuto per la sua famiglia. In Italia incontra Giulio - il regista - che gli offre un lavoro, diventa suo amico e decide di raccontare la sua storia in un film. Il 7 marzo sarà la volta di Le ultime cose di Irene Dionisio. La regista torna come ospite della rassegna con la sua ultima opera, un racconto corale di tre semplici storie che si intrecciano al Banco dei pegni di Torino sulla sottile linea del debito morale alla ricerca del proprio riscatto. Martedì 21 marzo arriva Castro di Paolo Civati, premiato al Festival dei Popoli 2016, sulla vita quotidiana nello stabile occupato nel quartiere San Giovanni di Roma, che per più di dieci anni è stato un rifugio per gli esclusi, una possibilità di vita per molte famiglie e che oggi non esiste più. Il 4 aprile ultimo appuntamento con Un altro me di Claudio Casazza, premiato al Festival dei Popoli 2016, che per un anno ha seguito sei detenuti condannati per reati sessuali che stanno partecipando ad un progetto di riabilitazione in carcere. Per restituire al cinema il suo ruolo di luogo di discussione e socialità, la proiezione in sala sarà preceduta alle 19.30 da un aperitivo in collaborazione con Apa - associazione Porta Aperta, accompagnato da un dj set a cura di Laika e alla presenza del regista, che dialogherà prima e dopo la proiezione con il pubblico. I film sono stati selezionati da Fabrizio Grosoli, direttore artistico del Modena ViaEmiliaDocFest; Vittorio Iervese, Dipartimento di Studi linguistici e culturali dell’Università di Modena e Reggio e vice presidente del Festival dei Popoli di Firenze; Cristiano Regina di Voice Off, in collaborazione con l’ufficio cultura di Arci Modena. L’ingresso al film è ridotto a 5 euro con tessera Arci, Voice Off e Unimore.
Nicola Calicchio
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
