I due Caravaggio “sotto esame” in mostra a Roma
ROMA. All'Estense potrebbero essere conservati due dipinti giovanili di Caravaggio? È una vicenda complessa che forse si sta dipanando a Roma. La mostra della Galleria Borghese "L'origine della...
ROMA. All'Estense potrebbero essere conservati due dipinti giovanili di Caravaggio? È una vicenda complessa che forse si sta dipanando a Roma.
La mostra della Galleria Borghese "L'origine della natura morta in Italia", fino al 19 febbraio, tratta con dipinti di grande qualità gli artisti che Roberto Longhi definiva "Il genio degli anonimi". Ossia una serie di artisti di alto grado pittorico di cui però non ci è stata trasmessa quasi mai l'identità, nonostante soprattutto a Roma questi pittori ottenessero non di rado commissioni molto qualificate. Tra di essi uno dei più noti è il cosiddetto "Maestro di Hartford" che Federico Zeri riconobbe essere nientemeno che il Caravaggio alle prese con i primi lavori nella bottega del suo maestro romano Cavalier d'Arpino. La mostra, curata da Anna Coliva e Davide Dotti, confuta questa tesi legata al grande Caravaggio apparsa nel 1976 nel saggio zeriano "Caravaggio e il Maestro di Hartford".
In questo "giallo" storico si inseriscono istituzioni e persone della nostra città visto che due delle principali opere di Hartford sono in deposito alla Galleria Estense e che l'autore di tutte le radiografie delle opere sono di Davide Bussolari, un esperto operante a Campogalliano. Proprio l'Estense ha prestato le due tele "Alzatina con uva e pesche" e "Alzatina con fichi, pesche e uva", realizzate nel 1600-1602 e dal 1995 sotto sequestro a causa di una vecchia prelazione statale. Mentre sempre da Modena arriva la più tarda "Frutta e ortaggi" di Giovanni B. Crescenzi. Confrontando queste e altre opere con dipinti autografi di Caravaggio come il "Bacchino malato", "la Canestra di frutta" e "Ragazzo con canestra" ognuno potrà farsi una un'idea sulla identità di questo e altri pittori anonimi. Certo la tesi di Zeri - oggi poco condivisa - per Modena sarebbe un vero terno al lotto artistico. Prezioso quindi il lavoro di Davide Bussolari che in catalogo Skira spiega come "Le indagini condotte sulle opere del Maestro di Hartford hanno costituito un progetto articolato volto a indagare e studiare tecniche pittoriche attraverso radiografie e riflettografia". La mostra è accompagnata da un corposo edito da Skira, con saggi di curatori e studiosi e la riproposizione di vecchi testi di Roberto Longhi, Giulio Carlo Argan e Luigi Spezzaferro. Peccato non sia presente, per completezza, anche il saggio di Zeri.
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