Gazzetta di Modena

I classici della Jones e l’arte spiegata ai bambini

I classici della Jones e l’arte spiegata ai bambini

Tra gli stand tante curiosità e rarità tra cui le cartoline stampate con un tornio a mano dell’800

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MODENA. Se cercate un libro, una storia, un racconto ma anche uno spunto narrativo, Buk vi sta aspettando. Le proposte sono tantissime e di vario genere. Storia, thriller, giallo, romantici, didattici, biografie, racconti per ragazzi, bambini... Oltre a questi anche curiosità e proposte interessanti come “Kappalab”, editore bolognese non solo specializzato nelle pubblicazioni sulla cultura giapponese ma anche dei libri della creatrice, scomparsa qualche anno fa, Diana Wynne Jones, autrice della fortunata trilogia del “Il castello errante di Howl” diventata poi un famossimo film d'animazione. «Quest'anno il libro compie 15 anni - spiega l'editore Andrea Baricordi - e noi siamo contenti di pubblicare questa scrittrice che ha avuto un grandissimo successo e ancora oggi continuiamo a vendere le sue opere, come qui al Buk». Kappalab inoltre presenta per la prima volta al pubblico italiano e a quello del Buk due opere sempre della scrittrice “Fuoco e cicuta” e “La città del tempo”. C'è anche chi invece ha deciso di proporre la storia di grandi pittori, tra i quali Dalì, Kandinsky, Leonardo in chiave illustrata per bambini. Così il bambino non solo può leggere la storia degli artisti ma anche apprezzarne il lavoro, il tutto in due lingue, italiano e inglese. Un'idea della casa editrice “Istos edizioni” di Pisa: «Partendo dalla possibilità di raccontare le vite degli artisti - spiega un editore di Istos - abbiamo voluto coniugare immagini, storia e bilinguismo e farlo attraverso una conoscenza diretta dell'arte». Buk è l'occasione non solo per acquistare un buon libro ma anche tutto quello che ruota intorno al mondo della opere cartacee. Biglietti, quaderni, segnalibro prendono vita e diventano veri e propri oggetti quasi da collezione. Questo è quello che propone il laboratorio tipografico modenese “Officina Typo” con una serie di racconti, libricini, cartoline tutte stampate con un torchio a mano risalente all'800, come racconta il titolare Silvano Babini: «Sarebbe la tecnica di stampaggio con le matrici in rilievo, per 500 anni ha prodotto cultura poi a metà degli anni Settanta è diventata obsoleta. Noi abbiamo cercato di reinterpretarla facendo diventare i nostri prodotti dei piccoli oggetti di design. Non è lo strumento moderno che fa la modernità ma è l'approccio che conta».

Serena Fregni

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