Gazzetta di Modena

Schiavulli: la “lezione” di una reporter di guerra

di Martina Stocco
Schiavulli: la “lezione” di una reporter di guerra

La giornalista premiata al Biagi: «I conflitti? Li faccio vedere con le parole. Essenziale essere sul posto»

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MODENA. «Continuare a inseguire il proprio sogno di scrittore e scegliere una casa editrice seria» è questo il consiglio dato da Francesco Zarzana ai giovani che si affacciano al mondo dei libri, come autori. «In Italia si pubblicano più di cento libri al giorno - ha ripreso il direttore di Buk festival - e la maggior parte delle volte sono editorie a pagamento. Il risultato è che i sogni di ragazze e ragazzi che hanno voglia di scrivere e di pubblicare spesso vengono infranti. Perciò, anche se sognare rimane la prima indicazione, la seconda è affidarsi a una casa editrice che si prenda cura dell'autore anche se non è famoso».

Al galà di Buk, svoltosi sabato sera presso l'auditorium Biagi, erano presenti ospiti d'onore come Elisabetta Sgarbi, cofondatrice della casa editrice “La nave di Teseo” e Barbara Schiavulli reporter di guerra. Dopo la prima giornata della rassegna è già possibile delineare un primo bilancio? «I visitatori sono sensibilmente aumentati rispetto allo scorso anno - ha risposto il direttore di Buk - e sabato mattina anziché aprire, come di consueto alle 9.30, abbiamo dovuto “spalancare le porte” in anticipo perché il pubblico affollava la sede espositiva. Posso dire che abbiamo superato i numeri di visitatori, almeno come primo giorno, rispetto all'anno passato. Elisabetta Sgarbi ci ha fatto, inoltre, il regalo di portare tre dei suoi migliori autori: Mauro Covacich, Moni Ovadia e Crocifisso Dentello, come rappresentanti della casa editrice “La nave di Teseo”». Buk festival è stato, dunque, un successo. Ma c'è ancora spazio per la piccola e media editoria? «È un settore in crescita - ha detto Zarzana - perché è in aumento la qualità dei libri pubblicati. I lettori, altresì, hanno voglia di conoscere eccellenze che spesso non trovano in libreria perché le piccole case editrici sono penalizzate dalla grande distribuzione». Tra i premi assegnati durante la serata, uno in particolare è stato vinto dalla giornalista di trincea Barbara Schiavulli. Il premio speciale Buk 2017 Schiavulli l'ha dedicato ai giovani reporter, a cui ha dato un consiglio: «Spesso i freelance sono pagati “due lire”: non fatevi sfruttare da questo ambiente lavorativo». La giornalista racconta da anni, attraverso articoli di giornale e libri, la guerra in Afghanistan, ma è già pronta a partire di nuovo. «Cerco di partire spesso - ha detto Schiavulli - e tornare il più lentamente possibile. Tra i Paesi in cui mi reco di frequente c'è l'Afghanistan, ma sto preparando un viaggio in Iraq. È il momento di far sapere ciò che accade in quel luogo». Come si racconta la guerra? «Cerco di farla vedere attraverso le parole - ha risposto la reporter - essere sul posto è fondamentale, come mai in questo momento. L'unico modo è capirne anche il contesto, vedere come vivono le persone e essere nei luoghi». Schiavulli è anche la protagonista, oltre che autrice, del libro-fumetto “Bulletproof diaries” (Storie di una reporter di guerra). «È stata un'esperienza nuova - ha concluso la giornalista - un linguaggio alternativo, col quale è possibile raggiungere il pubblico di giovani: è importante che anche i ragazzi conoscano ciò che succede nel mondo».

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