Gazzetta di Modena

Lino Guanciale debutta stasera in una nuova fiction su Rai2

di Nicola Calicchio
Lino Guanciale debutta stasera in una nuova fiction su Rai2

L’attore, modenese d’adozione, parla del suo personaggio ne “La porta rossa” «Sono un razionalista convinto, in Cagliostro ho dovuto mettere tutto me stesso»

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MODENA. Stasera, alle 21, su Rai2, va in onda “La porta rossa”, nuovo poliziesco ideato da Carlo Lucarelli. La fiction vede protagonista il “modenese d’adozione” Lino Guanciale che ha al suo fianco ancora Gabriella Pession (già insieme ne “Il Sistema”). Un thriller mozzafiato in sei puntate, per la regia di Carmine Elia. L'attore abruzzese, (anche quest'anno impegnato a Modena nel nuovo progetto Ert “Un bel dì saremo”), interpreta Leonardo Cagliostro, un commissario di polizia dotato di grande talento investigativo ma insofferente alle regole, sposato con Anna, magistrato dal carattere sicuro e determinato. Una sera, durante un incontro con un informatore, Cagliostro viene ucciso. Gli è stata concessa però una seconda opportunità: come una sorta di fantasma l'uomo infatti ritorna per indagare sulla sua morte e salvare la vita di sua moglie. Solo una ragazza può comunicare con lui. «Ho letto il copione e ho scoperto che a pagina due morivo - spiega Guanciale - Andando avanti ho capito che sarebbe stata una serie complessa. Sono un razionalista convinto e quindi ci ho dovuto mettere tutto me stesso. È un ruolo che credo raramente capiti. Abbiamo trattato il fantasma in modo che la sua presenza si avvertisse al massimo. Lucarelli ha immaginato il passaggio di una porta rossa per accedere nell'aldilà. E così, quando il commissario sta per oltrepassarla, ha la visione di sua moglie minacciata».

Rai2 punta molto su questo poliziesco, ma stasera c'è da battere anche la Juve che gioca in Champion League.

«La decisione è stata presa poco tempo fa anche perché Juve-Porto non potrà essere vista in chiaro. Intanto, battiamo la Juve poi si vedrà».

La scelta di mandarla su Rai2 punta a conquistare un pubblico diverso?

«L’intenzione di Rai2 è di non trasmettere solamente fiction che vengono dall'estero, ma anche quelle di produzione italiana. I nostri prodotti devono conquistare anche i mercati stranieri. “La porta rossa” è già stata acquistata da Studio Canal, di nazionalità francese, ma che distribuisce in tutto il mondo. Rai2, dopo l'ottimo riscontro con “Rocco Schiavone”, sta diventando il laboratorio di serie nuove, più audaci».

La storia de “La prta rossa” ruota intorno ad una domanda: c'è vita dopo la morte?

«La serie è molto bella specialmente quando mette i personaggi di fronte alla perdita di qualcuno che si ama. C'è poi questa ipotesi fantasiosa di come funzioni il passaggio nell’aldilà. È difficile spiegare cosa c'è oltre quella Porta».

Hai finito di girare a Napoli le riprese del tuo nuovo film. Di che si tratta?

«La mia carriera è nata sul set cinematografico. Il mio primo film è stato nel 2008, “Io Don Giovanni”. Da allora ne ho girati diversi anche se, negli ultimi quattro anni, la televisione ha preso tanto spazio. Si tratta di un ritorno ad un percorso che ho sempre amato. Nei prossimi mesi cercherò di integrare cinema e televisione anche perché dal cinema mi stanno arrivando molte richieste. Il film, girato a Napoli, è una commedia d'azione fatta arrangiandosi all'italiana. Io sono il protagonista, insieme a Vincenzo Alfieri che è anche il regista. Due fratelli che, per cercare di riavere indietro dei soldi che qualcuno ha rubato, decidono di diventare dei supereroi per farsi giustizia».

A quando le nuove riprese delle due fiction L'allieva e Non dirlo al mio capo?

«Inizieremo in estate e si potranno vedere nella prossima stagione invernale».

Anche quest'anno sei nel nuovo progetto di Ert. Sei sempre più spesso a Modena?

«Sempre di più adesso ma ancora di più in futuro. È una città che amo molto. La storia di Ert è qui anche se sono coinvolte altre città dell'Emilia Romagna. Il nuovo progetto parla dell'industrializzazione che ha portato Modena a diventare protagonista dell'economia-motore del nostro Paese».

Cosa ti piace di più di Modena?

«Oltre al cibo mi piace il carattere delle persone. I modenesi hanno un modo unico di essere aperti e di accoglierti. Ti aprono la porta in modo discreto. Non lo fanno subito, c'è bisogno di tempo, di diventare credibili ai loro occhi. Qando però decidono di aprirla, la spalancano tutta. Il nostro gruppo di attori è diventato punto di riferimento per la città. La discrezione, l'eleganza del comportamento e la grande capacità affettiva, mi hanno conquistato».

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