Pagni a Modena è “Minetti”: «L’arte, speranza verso il futuro»
«Uno spettacolo inedito, poche volte rappresentato e che costringe il pubblico a pensare». Attraverso queste parole Eros Pagni, attore, e interprete di “Minetti”, descrive la rappresentazione...
MODENA. «Uno spettacolo inedito, poche volte rappresentato e che costringe il pubblico a pensare». Attraverso queste parole Eros Pagni, attore, e interprete di “Minetti”, descrive la rappresentazione che sarà al teatro Storchi a partire da domani sera. Per la prima volta a Modena, lo spettacolo è diretto da Marco Sciaccaluga. Che genere di spettacolo è? “Minetti” è un classico del teatro contemporaneo, scritto dall'austriaco Thomas Bernhard. “Ritratto di un artista da vecchio” è il sottotitolo della rappresentazione. Ma chi è quest'artista oramai in fase di declino? È proprio Bernhard Theodor Henry Minetti considerato da molti il più grande attore teatrale tedesco del secondo dopoguerra.
«Thomas Bernhard dà un'immagine di Minetti - ha spiegato Pagni - come di un attore lontano da ciò che era stato nella decade 1920/1930, cioè negli anni di maggior successo. Il punto di riferimento dell'opera è, dunque, quello di una vecchia cariatide».
Rappresentata per la prima volta nel 1976, la commedia è intitolata all'attore tedesco, ed è costruita da Bernhard intorno all'interrogativo sul ruolo dell'arte, e in particolare del teatro, nella società odierna.
Può il palcoscenico essere ancora oggi il riflesso del mondo? Dice Pagni: «Il suggerimento, l'indicazione data dalla rappresentazione, è che le forme d'arte dovrebbero essere considerate come terapie. Il teatro, ma più in generale l'arte, dovrebbe avere un importante ruolo nell'affrontare la vita quotidiana, dovrebbe essere uno dei motori principali dell'esistenza umana. L'arte è una via di speranza verso il futuro».
In “Minetti” ritorna spesso una duplice lettura: l'attore come figura dell'uomo, e il teatro come autoritratto del mondo. Com'è la visione del mondo espressa in quest'opera? In un intreccio tra comico e tragico, il mondo viene rappresentato come assediato da una tormenta di neve metaforica.
«Minetti spesso dice “il mondo pretende di essere divertito - ha ricordato Pagni - invece va turbato”. Il divertimento non può essere la risposta».
La vicenda si svolge nella notte di San Silvestro: l'anziano Minetti indugia all'ingresso di un albergo di Ostenda (Belgio). Chi sta aspettando? Un direttore di teatro il cui intento è riportarlo sulla scena col ruolo di “Re Lear”, la tragedia in cinque atti, in versi e in prosa, di William Shakespeare. Nell'attesa, il vecchio artista, parla di sé e della propria arte, evocando ricordi della sua vita passata col personale dell'hotel.
Presentato lo scorso ottobre dal teatro Stabile di Genova, lo spettacolo sarà allo Storchi da domani alle 21. La rappresentazione sarà sul palco del teatro modenese anche venerdì, sempre alla stessa ora. Sabato, invece, sarà possibile ritrovarlo alle 20; mentre domenica alle 15.30.
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