Gazzetta di Modena

Modena. Enrico Rava, jazz alla Tenda «È dura per i giovani talenti»

Modena. Enrico Rava, jazz alla Tenda «È dura per i giovani talenti»

Il trombettista ricorda Modena e gli anni Ottanta «quando alle Feste dell'Unità suonavamo e davamo vita a progetti importanti, con tanti musicisti americani»

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MODENA. «Vengo a Modena da almeno quarant'anni - dice Enrico Rava, uno dei più grandi jazzisti internazionali - e ricordo bene soprattutto gli anni Ottanta, quando alle Feste dell'Unità suonavamo e davamo vita a progetti molti importanti, con tanti musicisti americani».

Rava sarà a Modena alla Tenda di via Monte Kosica oggi alle 21, in un concerto gratuito con il suo gruppo "New 4et" formato da giovanissimi talenti, il chitarrista Francesco Diodati, il contrabbassista Gabriele Evangelista e il batterista Enrico Morello.

«Ho suonato spesso - continua il musicista 75enne - nelle vostre terre con importanti musicisti, mi vengono ad esempio in mente il grande sassofonista Gato Barbieri, oppure Henghel Gualdi e Piergiorgio Farina. Modena, come molti centri emiliani per la verità, è una zona dove si realizzano molte iniziative culturali e si fa anche molto jazz mi pare. Il pubblico c'è e soprattutto tra Modena e Bologna è molto fiorente la presenza di cantanti e cantautori: quando ero ragazzino andavano per la maggiore le orchestre da ballo, prima che le discoteche uccidessero questo mondo».

Il jazzista è ottimista sul futuro, anche se mantenersi con la musica è complesso. «Oggi il mondo - spiega - è davvero ricchissimo di musicisti, anche bravissimi e capaci di fare cose miracolose: proprio ora ho postato sul mio profilo facebook il video di un bimbo siciliano di 9 anni che suona benissimo la tromba. Ci sono 15enni super, ma mi chiedo spesso come faranno da grandi a mantenersi con la musica: non è il caso del sottoscritto, di Paolo Fresu, di Stefano Bollani e via dicendo, ma dei giovani. Oggi c'è una crisi nera, che va da almeno un decennio, mentre io ai miei tempi riuscivo a campare di musica. Certo feci dieci anni a New York e i primi tempi furono durissimi, ma poi ingranai e le scritture non venivano mai a mancare. Un altro problema è stato quello relativo ai grandi concerti che fino agli anni '70 e '80 erano molto frequentati, poi siamo passati a luoghi importanti come Umbria Jazz. Tra l'altro quando le Feste dell'Unità si accorsero della importanza di questi festival, iniziarono proprio a invitare musicisti jazz e ci si aprì un mondo che oggi purtroppo non c'è».

Tornando al concerto di Modena, va ricordato che il "New 4et" di Enrico Rava ha vinto il referendum Top Jazz 2015 di Musica Jazz come formazione dell'anno. Un riconoscimento prestigioso per una formazione composta da musicisti ancora giovani e una guida come il 75enne jazzista. Come tutti i grandi jazzmen, infatti, anche Rava non ha perduto una freschezza di idee musicali di notevole importanza. E per questo continua a formare nuovi gruppi, scoprire e valorizzare i giovani, inventare formule e progetti, costruire inedite partnership musicali.

Con questa band Rava ha inciso nel 2015 per Ecm il disco "Wild Dance" con Gianluca Petrella come special guest. L'artista è tornato a dicembre da un lungo tour in Giappone che lo ha visto protagonista insieme a una formazione nipponica, mentre ha annunciato per il prossimo maggio un nuovo tour questa volta in duo con Geri Allen. La serie di concerti toccherà anche le principali città italiane e in estate sarà in tour anche con Tomasz Stanko. Inoltre Enrico Rava è attualmente impegnato anche nella promozione del film documentario "Enrico Rava. Note necessarie", diretto dalla regista Monica Affatato: un viaggio attraverso il mondo del jazz per scoprirne la forza di musica rivoluzionaria e il potere di arte liberatoria che si trasforma insieme con la società, raccontato con immagini cinematografiche da un'icona della musica italiana.

Stefano Luppi

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