Gazzetta di Modena

Modena. Sgura racconta l'opera "La Wally" in anteprima

di Chiara Bazzani
Modena. Sgura racconta l'opera "La Wally" in anteprima

 Al Teatro Comunale di Modena sarà presentata l'opera lirica di Alfredo Catalani, in scena venerdì sera alle 20 e domenica 26 alle 15.30

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MODENA. Al Teatro Comunale di Modena sarà presentata "La Wally", opera lirica di Alfredo Catalani, in scena domani sera alle 20 e domenica 26 alle 15.30. Lo spettacolo, curato nella parte musicale da Francesco Ivan Ciampa, porta la regia di Nicola Berloffa, già apprezzato a Modena nei "Racconti di Hoffmann" visti la scorsa stagione. La scenografia, di Fabio Cherstich, è stata costruita nei laboratori del Teatro Comunale di Modena. In scena un cast di rilievo internazionale che vedrà Saioa Hernandez nel ruolo del titolo, Giovanni Battista Parodi nei panni del padre, Zoran Todorovich in quelli di Hagenbach, Claudio Sgura in quelli di Gellner, Serena Gamberoni nel ruolo del cantore Walter, Carlotta Vichi e Mattia Denti in quelli rispettivi di Afra e del Pedone di Schnals.

Stasera alle 18, al Ridotto del Teatro Comunale Luciano Pavarotti Susanna Franchi, caporedattrice del Giornale della Musica e voce di Rai Radio 3, condurrà una guida all'opera con proiezioni video per tutto il pubblico interessato. Di seguito l'intervista a Claudio Sgura, uno dei più importanti baritoni della sua generazione, richiesto da tutti i più prestigiosi teatri italiani e internazionali, particolarmente nel repertorio verdiano, pucciniano e verista.

Maestro Sgura, La Wally ha avuto fortuna all'epoca della sua composizione?

«La Wally è sempre stata considerata la migliore delle opere di Catalani, sia per la bellezza della musica che per la coerente tenuta drammaturgica. Arrivò anche in America, soprattutto per merito di Toscanini che la diresse più volte. A una delle proprie figlie darà il nome di Wally e al figlio maschio quello di Walter. Nella prima rappresentazione nel gennaio del 1892 al Teatro Alla Scala, Giuseppe Verdi si oppose all'opera di Catalani. Lo accusava di scegliere soggetti tedeschi e perciò lo vedeva come un traditore della Patria».

Ora invece vi presentate con un nuovo allestimento. Come è stato preparato?

«Siamo una squadra compatta, unita, senza nessuna competizione. Ci siamo affidati l'uno all'altro per dare del nostro meglio e abbiamo raggiunto l'obbiettivo più velocemente e con risultati a dir poco ottimali. I miei colleghi sono fantastici, il direttore d'orchestra Francesco Ivan Ciampa, il regista Nicola Berloffa e la sua troupe mi hanno trasmesso grande entusiasmo. Dell'allestimento posso solo dire che il pubblico di Modena lo apprezzerà».

Il suo personaggio è quello di Vincenzo Gellner?

«Gellner è un personaggio coraggioso ma debole, passionale ma introverso. Ama talmente la Wally che per possederla è disposto ad uccidere il suo rivale. Richiede una vocalità drammatica in quanto l'opera essendo verista ha un'orchestrazione impegnativa».

Spesso ha interpretato opere di Verdi. Rispetto a Verdi ci sono differenze significative dal punto di vista vocale e interpretativo in quest'opera?

«Per l'interpretazione non vedo differenze tra un compositore e l'altro. Per qualsiasi ruolo bisogna immedesimarsi nella parte. Le qualità vocali devono essere sempre messe al primo posto ma non bisogna mai sottovalutare l'interpretazione. Se si uniscono questi due elementi vien fuori il talento dell'artista. Bisogna far emozionare il pubblico, giudice supremo. Vocalmente la Wally, rispetto a un ruolo verdiano, richiede qualche sfumatura in meno ma più drammaticità e canto spiegato. Per cui risulta più impegnativo».

Qual è il personaggio della sua carriera a cui è più legato e perché?

«Anche se il ruolo che ho cantato di più e che mi dato tantissime soddisfazioni è quello del sadico e bigotto Scarpia nella Tosca di Puccini con oltre 90 recite, devo dire che sono molto legato al primo ruolo Verdiano con cui ho debuttato: Ezio nell' "Attila" di Verdi. Non tanto per la bellezza e complessità del ruolo ma per i ricordi legati al Teatro Municipale di Piacenza e all'attuale direttore artistico Cristina Ferrari che credette nel mio talento».

C'è un sogno nel cassetto che vorrebbe realizzare?

«L'ho aperto nel 2007 e non pretendo altro».

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