“Mad in Europe”, la crisi di un’utopia
Alle 18, al Drama, spettacolo di e con Angela Demattè sul significato della libertà
MODENA. Presso il Drama Teatro di via Buon Pastore 57, alle 18 di oggi, nel calendario di “La corsa di fuochi” è in programma “Mad in Europe” di e con Angela Demattè (produzione Karamazov Associati). Uno spettacolo che indaga sul linguaggio, sulle radici culturali, e su cosa intendiamo oggi per libertà, parola che acquista ogni giorno nuove sfumature. Il progetto, parte da innumerevoli suggestioni, secondo gli autori. C'è una riflessione sulla parola e sul linguaggio e su ciò che il linguaggio comporta nelle nostre vite. Una seconda riflessione, nasce da un'esperienza diretta nel cuore della Commissione europea, attraverso incontri per tentare di riscrivere una nuova narrazione di Europa (The mind and body of Europe: a new narrative. La mente e il corpo d'Europa: una nuova narrazione). Vi è una terza suggestione, che racconta di una donna reale, molto vicino per parentela all'autrice, che ha passato la sua vita in manicomio. Infine una quarta inaspettata suggestione, che è una gravidanza a sorpresa. Ciò che scaturisce da questi fili che si intrecciano nel percorso creativo è la storia di una donna incinta impazzita. Un' azzardata metafora di un parlamento gravido che un tempo sapeva parlare molte lingue ma che ora riesce a formulare solo un “dialetto” strano e informe. Soprattutto non ricorda più la sua lingua madre, la sua “Muttersprache”. Ci si chiede di chi sia colpa. E fin dove dovrà andare, indietro nel tempo, per cercare di uscire dalla nevrosi in cui è caduta. Rientrare in un'eredità scomoda: materna, religiosa, demodé, di cui pensava di essersi liberata. Resta da capire se troverà ancora qualcosa (e se lo vorrà) o se tutto è smarrito per sempre. Secondo la motivazione del Premio Scenario vinto da Mad in Europe nel 2015, la forza e l'originalità della pièce sta nell'invenzione di un personaggio alla deriva e nella ricerca di una lingua capace di raccontarlo. La frammentazione dell'interiorità di una donna si fa metafora della crisi dell'utopia europea: la scissione fra maternità, religione e ruolo sociale si rifrange nel mescolamento delle lingue dando vita all'ossimoro di una koiné babelica. La corsa di fuochi fa parte del progetto Andante sostenuto dalla Fondazione Cassa di Risparmio e dalle Istituzioni cittadine. Per prenotazioni: info@dramateatro.it oppure telefonando al 328/1827323.
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