“Bianco su bianco”: a Pavullo tra comico e tragico un inno alla speranza
Spettacolo e poesia in scena stasera, 28 febbraio, alle 21 al teatro Mac Mazzieri di Pavullo con “Bianco su bianco”, nuovo appuntamento con la stagione teatrale curata da Ater che si preannuncia...
PAVULLO. Spettacolo e poesia in scena stasera, 28 febbraio, alle 21 al teatro Mac Mazzieri di Pavullo con “Bianco su bianco”, nuovo appuntamento con la stagione teatrale curata da Ater che si preannuncia particolarmente intenso. Perché “Bianco su bianco” è un'originalissima proposta di Daniele Finzi Pasca (fondatore del Cirque Eloize nonché autore e regista per le Cirque du Soleil) che fa ridere e commuovere allo stesso tempo, gioia per gli occhi con le esibizioni clownesche e tumulto per il cuore nel racconto di una dura storia di vita.
Lo spettacolo è affidato alla brasiliana Helena Bittencourt e all'olandese Goos Meeuwsen, attori con una grande esperienza circense. Qui impersonano un'attrice e un tecnico di scena presi in un particolare incontro. Lei racconta la storia, piena di maltrattamenti, lutti e violenza, di un ragazzo di nome Ruggero. Lui, cercando di aiutarla, dà vita a un piccolo e divertente show clownesco.
Risate catartiche che servono a superare le insopportabili crudeltà riservate dalla vita a Ruggero. Ma a poco a poco Goos diventa sempre meno spalla comica e sempre più protagonista di questa storia di sofferenza, fino alla sorpresa del finale intessuto di amore e speranza. Tutto grazie al testo scritto da Finzi Pasca (adesso anche diventato un libro) dosando parola su parola. E al grande pathos trasmesso dai due attori.
Helena, cosa c'è al centro dello spettacolo?
«L'emozione, è uno spettacolo molto inteso che parla di emozioni umane universali nel contrasto tra il comico e il tragico. Per questo riesce a toccare nel profondo il pubblico di luoghi e culture molto diverse. Siamo stati in Svizzera, Francia, Spagna, Romania, Russia e poi Canada, Uruguay, Cile, Ecuador, e Brasile. Il testo è stato tradotto in cinque lingue».
Perché il “bianco” del titolo?
«Il bianco ha richiamato nell'autore immagini primarie come il bianco del fazzoletto che agitava suo papà quando partiva, quello del giardino sommerso dalla neve nel suo Canton Ticino, quello delle piastrelle del bagno della nonna, e così via. Fino al bianco che copre il viso dei clown, che per emergere ha bisogno del contrasto con colori tragici come il rosso e il nero, metafora della vita. Daniele dice che bianco sono i pensieri che occupano gli spazi tra parola e parola. In quegli spazi noi clown andiamo a caccia di funghi, unendo questi spazi noi clown costruiamo il prossimo spettacolo. E poi c'è la luce».
La luce?
«Quella delle 360 lampadine montate sul palco, a creare un'atmosfera davvero unica. Lo scenografo Hugo Gargiulo dice che ognuna di queste lampadine è come un'anima che parla per se stessa».
È la prima volta che venite a Pavullo?
«Sì, e la curiosità è tanta. Abbiamo toccato diverse città in Italia nella tournée iniziata nell'ottobre 2014, ma non eravamo mai venuti da queste parti. Ci hanno anche detto che c'è anche un'ottima gastronomia: la gusteremo con piacere».
Avete girato mezzo mondo con lo spettacolo: quale sarà l'approccio in provincia?
«È vero che veniamo da San Paolo, in Brasile, ma anche in Francia e Russia siamo stati in piccole città. Uno pensa magari che il pubblico sia diverso, ma alla fine non lo è. Anzi, credo che a volte in provincia si trovi gente più tranquilla e maggiormente disposta ad ascoltare, aperta a raccogliere il messaggio che noi vogliamo mandare con lo spettacolo».
Qual è?
«Come Compagnia Finzi Pasca cerchiamo sempre di trasmettere delicatezza e amore con le nostre storie. Qui tutto si chiude con un inno, un grido, direi, alla speranza: nonostante le pagine buie della vita, la speranza deve rimanere sempre accesa. Vorremmo che la gente tornasse a casa con questo nel cuore».
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