Nek a Modena da Lenzotti: «Non vediamo l’ora di ricominciare a suonare dal vivo»
L’artista da Lenzotti ha improvvisato pezzi con il batterista Luciano Galloni «Il 29 aprile ripartiremo con il tour fino ad agosto, ci esibiremo anche all’Arena»
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MODENA. Una jam session d’eccezione, in cui si sono esibiti insieme al suono di pezzi come “Every breath you take” dei Police, Nek, al secolo Filippo Neviani, Wilko dei Rats, il batterista Luciano “Lucio” Galloni. Teatro di questo spettacolo improvvisato e molto gradito è stato il mitico negozio di strumenti musicali Lenzotti, che ha ospitato una clinic, ovvero un seminario, a cura del batterista Luciano Galloni, noto anche per le sue performance al fianco di Nek, che ha incantato decine di partecipanti mentre venivano svelati i segreti del comporre brani e suonarli. E all’appuntamento ha partecipato con entusiasmo anche l’artista sassolese, ormai in partenza per il nuovo tour dal 29 aprile.
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Nek, tra poco si ricomincia a suonare in diverse date tra cui una all’Arena di Verona: che effetto fa?
«Tra qualche giorno ripartiremo con le prove del tour che durerà da aprile ad agosto. Siamo molto contenti e non vediamo l’ora di ricominciare. Colgo l’occasione per sottolineare quanto Luciano sia il musicista al servizio della canzone. Il batterista è l’elemento su cui molto spesso si regge la struttura di un pezzo. Luciano è sicuramente un musicista che è cresciuto al punto che sa dosare il contenuto emotivo delle canzoni. Questo è che quello che ho potuto notare in tanti anni, sul palco, dove si verifica sempre la prova del nove. Io e lui siamo quasi coetanei, siamo cresciuti a Sassuolo, ognuno nelle sue realtà di paese. Abbiamo avuto presto il contatto con il palco e toccato con mano che serve emozionarci e trasmettere emozioni, scambiandocele. Un’alchimia che emerge nei concerti e che, volta dopo volta, ci consente di calibrare il livello di carica delle emozioni che proviamo».
Il 2017 sarà anche l’anno di Modena Park: Nek andrà al concerto di Vasco?
«Se sarò in Italia molto volentieri. Mi piacerebbe molto perché è un’occasione importante. Poi io a Vasco voglio proprio bene e colgo l’occasione per abbracciarlo. Lunga vita a Vasco Rossi».
Vediamo spesso Nek in tv: dobbiamo aspettarci un artista sempre più televisivo?
«A me piace l’entertainment. Come se la musica non mi bastasse. Lasciamo un alone di mistero su cosa succederà in futuro. Nel frattempo andranno in onda delle puntate monografiche di una trasmissione alla quale ho partecipato insieme ad altri artisti come Arisa. Si chiama “Hidden Singer”. È stato molto divertente prendervi parte».
Quanto hanno influito i Police su Filippo Neviani?
«Bisogna sentirli i pezzi dei Police per avere l’idea di che cosa significa ascoltarne uno. Ogni musicista ha un punto di riferimento, di origine, una sua influenza: il mio sono i Police. Io ho imparato con i Police, con Sting, ho iniziato con una band che faceva cover del Trio, che aveva il dono della sintesi. Nelle esibizioni doveva trovare spazio, doveva esprimersi l’essenzialità che è diventata caratteristica fondamentale».
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