Gazzetta di Modena

Nel segno l’analisi del mondo 

di Michele Fuoco
Nel segno l’analisi del mondo 

Alla galleria Arte su Carte, da domani, le incisioni dell’artista milanese Enrico Della Torre 

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MODENA. Con l'incisione si può parlare un linguaggio differente da quello della pittura. Lo sa bene il “peintre-graveur” Enrico Della Torre che presenta, da domani (inaugurazione alle 18) al primo aprile, le sue opere grafiche alla Galleria Arte su Carte, in via Fratelli Rosselli 23. Un diverso recupero di immagine si manifesta nelle sue acqueforti e acquetinte (una trentina), dai primi anni Ottanta ad oggi, nate dalla collaborazione dell'artista con stampatori ed editori d'arte, come Giorgio Upiglio, Giorgio Lucini, Franco Masoero, Federico Santini, Vanni Scheiwiller e Roberto Gatti del Laboratorio di Arte Grafica di Modena. L'incisione avvera una fantasia costruttiva, anche quando il referente è reale (personaggio dentro una gabbia, funanboli, bestie volanti, rifugio, preistoria, zoofiti...), in quanto Della Torre porta l'immagine ad un'amorevole ricognizione immaginativa, con segni di mutazioni dei personaggi e delle cose determinati da un anelito incessante verso forme di libertà controllata. E ciò misura la novità del fare incisione rispetto al fare pittura che tende a misurare l'espressione per adeguarla ad una manifestazione rappresentativa più fugurativa. Nessun sopravvento di una disciplina sull'altra. L'ottantacinquenne artista milanese (nato a Pizzighettone, sulle rive dell'Adda) le considera ugualmente importanti, ma autonome. Nel segno Della Torre cerca e trova nuove strategie conoscitive, con accostamenti trasversali di un certo fascino; rende visibili, con un'analisi puntigliosa, alcuni elementi per poi occultarne altri in un ventaglio di figure geometriche e di indistinti cromatismi. È quanto si può verificare anche nel libro d'artista “Un mar deserto” del 2002, con sette fogli alla maniera nera, dove vele, lisiera-barca, lettere volanti, malia avvalorano una strategia compositiva che favorisce l'intreccio di alfabeti con infinite possibilità di lettura. «La sua ricerca si è nutrita - scrive Ernesto Ferrero - di un dialogo serrato con grandi maestri: tra i principali, Holderlin e Italo Calvino in campo letterario, Cézanne e Klee in quello artistico. Ma prima ancora direi Lucrezio». A Della Torre, che si è formato all'Accademia di Brera, dove ha insegnato dal 1992 al 1995, non sono mancati premi importanti (secondo, nel 1957, per la Litografia alla Biennale delll'Incisione a Venezia; nel 1960 Premio S. Fedele di Pittura a Milano; nel 1981 Primo Premio Internazionale Lario per il disegno a Como). Tante mostre e tra il 2011 e 2012 esposizione itinerante in Germania, organizzata dalla Frankfurter Westend Galerie di Francoforte.

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