Modena. “Guerre, debiti e democrazia” incontro con Sergio Romano
L’ambasciatore presenta il suo ultimo libro dialogando con Giuliano Albarani Un’analisi dal Trattato di Versailles al Piano Marshall fino al nuovo corso Usa
MODENA. L'ambasciatore Sergio Romano, storico, scrittore, giornalista e diplomatico italiano nato a Vicenza, oggi alle 17 è al BPER Forum Guido Monzani di via Aristotele per la rassegna dedicata agli incontri con gli autori. In dialogo con Giuliano Albarani, presidente dell'Istituto storico di Modena, presenta il suo ultimo libro intitolato “Guerre, debiti e democrazia” (Laterza, 142 pagine, 14 euro), dedicato ai debiti di Stato e di guerra.
Il volume, infatti, è una lunga disamina che dal Trattato di Versailles subito dopo la prima guerra mondiale al Piano Marshall, dopo la seconda, racconta come la gestione del debito abbia rappresentato uno dei motori fondamentali della politica europea. Non si creda sia questo solo un libro storico visto che l'autore racconta anche delle vicissitudini recenti che hanno riguardato l'altissimo debito della Grecia e naturalmente quello italiano.
«Sostanzialmente - spiega Romano - i debiti sono di due tipi, quelli causati dalle guerre e quelli invece frutto della gestione corrente dello Stato. Se nell'Italia della ricostruzione il Piano Mashall è stato fondamentale va pure ricordato che il debito italiano continua a crescere. L'Italia ha speso denaro che non aveva e continua a farlo visto che il debito non si arresta di certo. Basti pensare agli ultimi commissari della spending review che sono andati via dopo poco perché evidentemente non riuscivano a risolvere questo problema che dipende anche da circostanze esterne. Vero è che la democrazia costa, essendo legata al consenso, e in Italia, basti vedere di recente la vicenda del Pd, essa è particolarmente complessa».
Se in Italia la situazione è questa, su scala internazionale - un tema che nel libro del diplomatico e giornalista è particolarmente centrale - al momento domina almeno dal punto di vista massmediologico il presidente americano Donald Trump.
«Con il suo arrivo alla Casa Bianca - riflette l'autore - mi pare di vedere che siamo alla normalizzazione della follia. Prima di vincere le elezioni il suo carattere erratico e impulsivo magari faceva sorridere, ma oggi Trump deve assumersi responsabilità ben diverse. Certo sa come far parlare di sé e sicuramente anche altri conservatori avevano contraddizioni. Qui però c'è qualcosa in più perché Trump è un nazionalista e un isolazionista molto maggiore e dice di volere una America chiusa in se stessa. Come farà è un enigma, le faccio un esempio: la Cina è proprietaria di larga parte del debito pubblico americano e le industrie americane esportano moltissimo laggiù. Trump ora si comporta come se si potesse fare a meno di quel mercato. Ma appunto dobbiamo vedere come».
Le presentazioni del Monzani sono gratuite fino a esaurimento posti, si consiglia dunque, vista la grande affluenza diu pubblico che caratterizza gli eventi, di recarsi per tempo alla sede di via Aristotele. I prossimi appuntamenti della rassegna dedicata agli incontri con alcuni dei maggiori autori italiani e non solo sarà il 10 marzo quando sul palco del Forum salirà lo scrittore di gialli Carlo Lucarelli, che ha firmato anche la serie attualmente su Rai2, “La porta rossa”.
Poi, domenica 12 marzo, sarà la volta del giornalista Bruno Vespa.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
