Modena. Mozart in parole e musica: lezione di Cacciari e Modugno
Allle 17.30 di sabato sul palco dell' Auditorium Biagi, Massimo Cacciari e Giuseppe Fausto Modugno sono i protagonisti
MODENA. Alle 17.30 di oggi sul palco dell' Auditorium Biagi, Massimo Cacciari e Giuseppe Fausto Modugno sono i protagonisti di “Mozart in parole e musica”. Massimo Cacciari e Giuseppe Fausto Modugno: una coppia tutt’altro che strana. Hanno già collaborato per progettare e condurre conferenze e seminari su musica e musicisti e i rapporti con il pensiero e la cultura delle epoche considerate. Su Mozart, un’intera settimana ad Assisi, nell’agosto scorso. Un filosofo, accademico e politico conoscitore del mondo musicale come parte ineludibile della cultura occidentale (non solo del periodo classico o romantico: ricordiamo il suo Prometeo liberato, scritto con Luigi Nono) e un musicista che è anche uomo di lettere e di cultura, divulgatore noto anche al grande pubblico (molto popolari le conferenze concerto multimediali condotte con Corrado Augias in teatro e in Dvd). Se il filosofo traccerà un quadro del suo tempo, dei suoi rapporti con l’Illuminismo e con la cultura dell’epoca, il musicista descriverà il modo con il quale il linguaggio musicale fu piegato alle nuove esigenze espressive che derivarono da questo confronto. Grazie al Don Giovanni si illustrerà la nuova poetica mozartiana, perennemente in bilico tra intensa profondità e soave vivacità. Tra filosofia e musica: la descrizione di un mondo complesso e attuale nel quale maturarono le motivazioni del consapevole sfruttamento delle risorse del linguaggio musicale del quale il salisburghese fu profondo conoscitore e innovatore, profeticamente proteso verso la vertigine romantica. Il programma musicale presenta uno dei lati del genio mozartiano più affascinanti e rivelatori del rapporto con l’ambiente della Vienna del suo tempo: la composizione di tipo improvvisativo, frequente e ricercata nelle Accademie musicali o nei cenacoli come quello del barone Von Swieten, mecenate e ammiratore di Mozart, ma anche di Haydn e di Beethoven. La Fantasia in re minore K 397 si inscrive a pieno titolo in quel mondo di interesse e committenza. Mozart riprende le modalità compositive del contrappunto bachiano (e in particolare di Carl Philipp Emanuel Bach) e mostra anche le sbalorditive possibilità esecutive della nuova tecnica costruttiva degli strumenti a tastiera, facendo addirittura aggiungere una pedaliera al pianoforte, per aumentarne l’estensione del registro grave. Infine, la forma della “Fantasia” gli consente di sprigionare tutta la sua nota e apprezzatissima capacità improvvisativa. La Fantasia K 397 risale probabilmente all’inizio degli anni '80 del Settecento. Ore 19.30 buffet a offerta.
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