Gazzetta di Modena

Modena City Ramblers, ecco il nuovo album

Nicola Calicchio
Modena City Ramblers, ecco il nuovo album

A quattro anni di distanza dall'ultimo disco di inediti, “Niente di nuovo sul fronte Occidentale”, la band combat-folk torna con "Mani come rami, ai piedi radici". Il tour parte da Padova

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MODENA . Nuovo album per i Modena City Ramblers. A quattro anni di distanza dall'ultimo disco di inediti, “Niente di nuovo sul fronte Occidentale”, la band combat-folk torna con "Mani come rami, ai piedi radici", in uscita domani per l'etichetta Modena City Records, con distribuzione Believe, in cd e vinile a tiratura limitata. A differenza dei loro ultimi lavori, i Modena City Ramblers in questa nuova avventura in studio fanno tutto da soli, con l'eccezione di un'unica collaborazione di grande prestigio: la band americana Calexico, che impreziosisce di sapori desertici la ballata "My Ghost Town", cantata in inglese e punto di approdo tra orizzonti morriconiani, celtici e tzigani.


Se nel doppio cd del 2013 la band aveva dato vita a 18 tracce strettamente legate a episodi di cronaca ed eventi storici, in questi nuovi 13 brani non c’è alcun riferimento a espliciti contesti o avvenimenti attuali. Resta il mondo espressivo caro alla band, dove la poesia si accompagna alla verve istrionica del dialetto, ma anche dello spagnolo e dell'inglese. «Il titolo è originale – spiega il flautista Franco D'Aniello - È una metafora. Le mani come rami vanno sempre in alto e guardano al futuro mentre i piedi, come radici, sono ben saldati nella terra. Il senso è quello delle nostre radici emiliane».


L'album esce dopo quattro anni dal precedente. Quali le differenze?

«Il disco non racconta storie come quelle nei precedenti album. Non si fanno riferimenti a episodi diretti recenti o storici. Un disco che parla di sensazioni più intime, che sprigiona emozioni senza tralasciare temi sociali come la guerra, i bambini e altre tematiche».
 

Un critico ha definito l'album “esplosione sonora”.

«Dal punto di vista musicale vi sono tutti i nostri amori. Sono racchiuse melodie irlandesi unite a quelle balcaniche, rock e punk. Esplosione sonora è un'ottima definizione. Le influenze musicali non riguardano un singolo pezzo ma sono mescolate nell'intero album. Abbiamo dato fondo a tutte le nostre influenze e fatto tutto ciò che ci piace».
 

Ancora voglia di sperimentare, intrecciare stili e linguaggi?

«Non è un fatto di sperimentazione perché vi sono cose che sono nate spontaneamente. In alcuni pezzi abbiamo mescolato il dialetto allo spagnolo e all'inglese perché la musica non ha confini. Anche nel modo di cantare si nota un linguaggio universale».
 

Come “My ghost town”, cantata in inglese, che vede la collaborazione della band americana Calexico?

«Il gruppo Calexico è quello che ci piace di più in assoluto. Fa un sound texano con venature folk e sono il punto di riferimento. Aver fatto un brano con i Calexico è stato meraviglioso. Hanno dimostrato una sensibilità unica. Dopo aver ascoltato il pezzo, ce lo hanno rimandato già registrato».
 

Il 16 marzo parte da Padova il vostro nuovo tour.
«Sarà lunghissimo e si concluderà in autunno. Ci sono già tantissime date. I concerti restano fondamentali per i Modena City Ramblers».

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