A Modena in mostra le eroine dei cartoon in figurina
Maghette, streghette ed eroine degli anni Ottanta e Novanta del secolo scorso, personaggi che hanno fatto sognare la generazione degli attuali quarantenni. E forse questi, oggi genitori,...
MODENA. Maghette, streghette ed eroine degli anni Ottanta e Novanta del secolo scorso, personaggi che hanno fatto sognare la generazione degli attuali quarantenni. E forse questi, oggi genitori, trasferiranno ai loro figli - con la mostra “Parimppampùm. Le bambine magiche nelle figurine” che inaugura sabato pomeriggio, 11marzo, al Museo della figurina Panini - le sensazioni create da cartoni come Sally la maga, Bia la magia, Lalabel, GigiDandy dai mille colori, Sailor Moon e via dicendo.
Naturalmente non ci sono solo queste figure femminili, ma anche personaggi dei cartoni che fecero la gioia anche dei giovani maschi dell’epoca. Ecco dunque che, sempre rappresentati da album Panini ma anche attraverso oggetti prestati da Comics, fanno capolino, primo su tutti “Holly e Benji”. A colpire, comunque, è dapprima il titolo della rassegna, quel “Parimppampùm”, ossia la buffa formula con cui la piccola Yu si trasformava nell’affascinante teen-idol Creamy. Se ciò introduce al mondo degli “anime” provenienti dal Giappone per il mercato anche dell’Occidente va ricordato che al tempo anche l’America produce cartoni animati ispirati alle “majkko” orientali. Però, l’operazione commerciale va in modo inverso rispetto all’Oriente: se qui il merchandising fa seguito al grande successo ottenuto, in Usa realizzano il cartone animato ispirandosi a linee di bambole con lo scopo, si direbbe, di favorirne la diffusione.È il caso di “Jem” e “Lady Lovely”, prodotte da Hasbro e Mattel. Come sezione complementare alla mostra, inoltre, il museo espone un nucleo di giornalini femminili che vanno da inizio Novecento agli anni ‘50, provenienti dall’ampia collezione Tagliavini-Roccatagliati, donata al Comune nel 1999.
«Tenendo conto del contesto storico e sociale - spiega la curatrice Francesca Fontana - è interessante notare come le direttrici delle testate, pur in un clima di valori tradizionali e cattolici, rimarchino frequentemente che anche per le donne sia necessaria una solida istruzione, primo requisito per la conquista dell’emancipazione». Per l’assessore alla Cultura Gianpietro Cavazza la mostra fa venire alle mente «Due cose essenziali: permette di mostrare ai visitatori parte dell’immenso patrimonio del museo e ha il pregio di coinvolgere varie generazioni».
La responsabile del museo Paola Basile ricorda che «Dal 2014 ci stiamo occupando del tema degli anni ’80 e ’90, dall’avvento della tv commerciale in Italia: anni che dal punto di vista pedagogico sono anche stati criticati per i prodotti messi sul mercato, ma del resto anche i cartoni della Walt Disney lo furono». Infine l’altra curatrice Thelma Gramolelli: «Tutte noi ragazze quarantenni ricordiamo importanti differenze: le streghette sono quelle che, come Bia, arrivano da un altro pianeta per fare il bene sulla Terra; le maghette come Sandy esercitano poteri avuti dai folletti; le eroine, come Saylor sono delle guerriere”.
In occasione della inaugurazione alle 16 è prevista una visita guidata da parte delle curatrici, a cui alle 20 seguirà una performance dell’artista Clementina Mingozzi. INFO. Il Museo della figurina è a palazzo Santa Margherita di corso Canalgrande 103, l’ingresso è gratuito e l’appuntamento dura fino al 16 luglio. Rassegna aperta da mercoledì a domenica. Tel. 0592032919 e www.museodellafigurina.it.
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