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Modena, Irina Lungu, voce di Elvira nei Puritani «Prova di qualità»

Modena, Irina Lungu, voce di Elvira nei Puritani «Prova di qualità»

Con una voce luminosa e calda, descritta come "voce di soprano smagliante e di bel peso", Irina Lungu è una cantante ormai affermata nei maggiori teatri internazionali. La sua carriera,...

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MODENA. Con una voce luminosa e calda, descritta come "voce di soprano smagliante e di bel peso", Irina Lungu è una cantante ormai affermata nei maggiori teatri internazionali. La sua carriera, iniziata nel 2003 per la stagione lirica della Scala, ha proseguito in questi anni con numerosi impegni diretta dalla bacchetta dei maggiori direttori d'orchestra del mondo, tra cui Riccardo Muti, Lorin Maazel, Daniele Gatti, Daniel Harding e altri.
Irina Lungu sarà a Modena sul palcoscenico del Teatro Comunale in occasione della rappresentazione de "I Purtani", di Vincenzo Bellini, in scena il 16, il 19 e il 21 marzo. L'opera vedrà un nuovo allestimento curato dal Teatro Comunale di Modena, la direzione d'orchestra di Jordi Bernacer, in cui Irina Lungu vestirà i panni di Elvira.


Irina Lungu, il ruolo di Elvira ne "I Puritani" di Bellini è impegnativo, ci sono dei passaggi che reputa particolarmente ardui in quest'opera?
«In ogni opera ci sono passaggi più congeniali ed altri invece su cui bisogna lavorare per renderli veramente propri. Parlando in generale, per me i momenti più difficili sono le entrate in scena perché bisogna elaborare il nervosismo e accertarsi di come corre la voce in sala. Nel caso specifico de “I Puritani” il duetto con cui Elvira si presenta al pubblico non è vocalmente molto comodo; quest'opera possiede comunque molti momenti congeniali alla mia voce, come ad esempio il finale del primo atto e la grande aria del secondo, pagine che sento più adatte alla mia vocalità e personalità».
Il nuovo allestimento de "I Puritani" mantiene l'ambientazione originale nel '600. Spesso si vedono attualizzazioni di opere nella contemporaneità, come giudica, in generale questo tipo di operazioni?
«Quel che conta per me è l'alta qualità dello spettacolo. Per me che una regia sia tradizionale o moderna non è una questione decisiva: a me interessa che un allestimento abbia forza espressiva, coerenza e profondità. Un regista deve esser libero di trovare la sua strada e io sono pronta a seguirlo. Deve però esser in grado di portarmi per mano e spiegarmi la sua visione. Ho avuto la fortuna di lavorare con grandi registi e da tutti ho potuto imparare».
La sua carriera è iniziata nel 2003 alla Scala, quando Muti l'ha scelta in un'opera di Rossini. Come avvenne l'incontro?
«Sono stata fortunata. Ebbi l'opportunità di entrare all'Accademia della Scala tredici anni fa, ed ero ancora allieva dell'Accademia quando il Maestro mi scelse per il secondo cast nel ruolo di Anaï come doppio di Barbara Frittoli in "Moïse et Pharaon", era l'inaugurazione della stagione scaligera 2003. Molti artisti aspettano anni, a me fu dato un atto di fiducia, ma l'ho saputo cogliere».
Da allora ha interpretato numerosi ruoli di primo piano con i maggiori direttori d'orchestra del mondo. Ci sono personaggi o compositori ai quali è particolarmente legata?
«Un ruolo al quale sono particolarmente legata è sicuramente quello di Violetta. Si tratta di un ruolo con cui vivo una perfetta simbiosi. Fui chiamata al Teatro alla Scala dopo un'audizione come “cover” e cantai l'aria per Lorin Maazel. Fui scelta e nel 2007 debuttai nel ruolo di Violetta. Poi ho cantato questo ruolo in quasi tutti i teatri più importanti. I compositori cui mi sento molto legata sono quelli del belcanto, soprattutto Donizetti e Bellini. Il belcanto è in questo momento al centro del mio repertorio, sono dunque molto contenta dei debutti in questa stagione (Giulietta ne I Capuleti e i Montecchi, Anna Bolena e addirittura Elvira ne I Puritani), ruoli che da molto tempo desidero affrontare».
Chiara Bazzani

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