A Castelfranco “Sul tetto del mondo”: con le Ariette gesti e parole che raccontano il tempo
In scena mercoledì e giovedì, alle 21, al Dadà il Teatro delle Ariette con “Sul tetto del mondo”, di Paola Berselli e Stefano Pasquini
CASTELFRANCO. In scena oggi e domani, alle 21, al Dadà il Teatro delle Ariette con “Sul tetto del mondo”, di Paola Berselli e Stefano Pasquini. Ci sono due spaventapasseri. Abitano al 2781 di via Rio Marzatore, località Castello di Serravalle, comune di Valsamoggia, provincia di Bologna, Italia: il podere che le mappe catastali chiamano “Le Ariette”. Sono arrivati nell’autunno del 1989, quando crollava il muro di Berlino. Fanno teatro, coltivano la terra e curano molti animali. Fanno anche da mangiare. Sopra le Ariette c’è il colle più alto di tutta la valle. Loro lo chiamano “Il tetto del mondo” e ogni tanto salgono su, fino in cima, per guardare lontano. Quando sono lassù, si tengono per mano e stanno in silenzio.
«Da venticinque anni ormai - affermano Paola Berselli e Stefano Pasquini - viviamo all’ombra di quel colle e ogni tanto, a piedi, saliamo su fino in cima per guardare il mondo. Quando siamo su in cima, ci teniamo per mano, restiamo in silenzio e guardiamo lontano. Abbiamo fatto questo spettacolo per condividere con voi questo sguardo, che non sappiamo spiegare con le parole». Al centro dello spazio scenico un pentolone dove si fa la polenta e un tavolo così grande e basso che sembra un letto. Sul fondo un piccolo schermo, come una finestra, dove si vede il tempo che passa. Sono fragili come tutti gli spaventapasseri, che durano il tempo di un raccolto e poi tornano ad essere paglia, legno e vestiti vecchi.
Portano il mistero dei gesti e delle parole che raccontano il tempo della vita come se fosse un teatro delle utopie e delle passioni: il sogno di due spaventapasseri. Teatro delle Ariette è un’associazione culturale che studia, produce e promuove teatro. Ha sede nell’azienda agricola “Le Ariette”, dove Paola Berselli e Stefano Pasquini vivono e lavorano dal 1989. È un’esperienza, una pratica quotidiana, una ricerca. Biglietti in vendita dalle 20.
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