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rassegna astradoc 

Paolo Civati spiega il suo “Castro” viaggio intimo tra gli emarginati

Paolo Civati spiega il suo “Castro” viaggio intimo tra gli emarginati

MODENA. Un viaggio nella vita delle oltre quaranta famiglie di una palazzina occupata di Roma raccontato dal regista Paolo Civati in “Castro”, che verrà presentato, alle 21 di oggi, al Cinema Astra...

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MODENA. Un viaggio nella vita delle oltre quaranta famiglie di una palazzina occupata di Roma raccontato dal regista Paolo Civati in “Castro”, che verrà presentato, alle 21 di oggi, al Cinema Astra (via Rismondo 21) per la rassegna “Astradoc - viaggio ai confini del reale”. Civati è riuscito, in oltre un anno di riprese, a cogliere la rassegnazione e il fatalismo di coloro che abitano lo squallore e ad entrare con delicatezza nell’intimità della loro vita. Nel farlo, il regista ha voluto assumersi la responsabilità di un film che invece di lanciare accuse e fare inchiesta si propone di guardare le specificità dei singoli, l’esistenza marginale e il sentimento umano che unisce e caratterizza una comunità destinata a perdersi a seguito dello sgombero. Paolo Civati sarà presente per incontrare il pubblico. La serata prenderà il via alle 19.30 con aperitivo nel foyer del cinema Astra in collaborazione con APA - associazione Porta Aperta, accompagnato da un dj set a cura di Laika.

«Il palazzo romano era in disuso da anni ed era stato occupato da alcune famiglie che non avevano più niente - spiega il regista Paolo Civati - Dopo tre anni di occupazione il palazzo era stato codificato come rifugio di emergenza. Quando il Comune di Roma ha smesso di pagare l'affitto sono stati tutti sfrattati. Chi ha avuto una casa ha cercato di sopperire all'emergenza mentre altri sono stati costretti ad occupare altre case».
Di situazioni come queste in Italia ce ne sono tante.
«Direi non solo in Italia. Io ho impiegato circa un anno e mezzo per realizzare il film per cercare di parlare del lato umano delle persone».
Il film entra nella specificità dei singoli casi?
«Il film lancia anche accuse perché il mio modo di fare politica è attraverso il cinema. Non si può guardare questa situazione senza esserne coinvolti. Io in quella situazione mi sarei completamente perso».
Come si è interessato a questa vicenda?
«Conoscevo una scenografa del posto che mi ha fatto entrare in contatto con questa realtà. L'ho frequentato per un pezzo ed ho potuto vedere cosa succedeva con i miei occhi. Quando ho deciso di fare un film avevo già la storia».
Quali le difficoltà che ha incontrato?
«Prima di tutto quella di condividere una situazione di difficoltà di tante famiglie con dei bambini piccoli. Questo è un luogo molto vicino alla mia casa. È stato faticoso tutto il processo ma ho preferito rimanere all'ascolto per quasi un anno e mezzo, aspettando il momento buono per le riprese».
Ha usato attori professionisti?
«No. I protagonisti sono quelli che hanno vissuto questa esperienza».
Il film ha vinto il Festival dei Popoli.
«Si è affermato in tutte e tre le categorie e adesso siamo in giro per portarlo in altri luoghi».
Nicola Calicchio

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