Giornate Fai di primavera: in battello lungo il Panaro
di Stefano Luppi
Domani e domenica, 25 e 26 marzo, non prendete appuntamenti e preparatevi a lasciare Modena, per chi vi risiede, oppure restate in provincia. Si svolge in queste date la 25esima edizione delle...
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Domani e domenica, 25 e 26 marzo, non prendete appuntamenti e preparatevi a lasciare Modena, per chi vi risiede, oppure restate in provincia. Si svolge in queste date la 25esima edizione delle “Giornate Fai di primavera”, evento che permette di riscoprire alcuni gioielli d’arte e monumenti spesso chiusi al pubblico. In particolare, accompagnati da 250 giovani ciceroni delle scuole modenesi, nelle due giornate sarà possibile visitare l’itinerario della Riviera del Panaro con il Sostegno settecentesco di Bomporto, le celebri ville sulla riva sinistra del fiume e il “borgo fluviale” di Solara (eccezionalmente in un breve tratto si userà una barca, da prenotare, ultimi posti disponibili) il V Centro Allevamento Quadrupedi che fu del ministero della Guerra e il Palazzo di Portovecchio a San Martino Spino di Mirandola. Infine si vedrà, questi solo domani e non domenica, il Castello di Montegibbio e Villa Barbolini Cionini nel Sassolese. A organizzare il tutto sono la Delegazione Fai di Modena, il gruppo Fai Bassa Modenese e il gruppo Fai Giovani. Ecco una breve guida storica sui monumenti e alcune delle molte iniziative.
RIVIERA DEL PANARO. Intende riscoprire una via d’acqua che per quasi un millennio ha collegato Modena al Po e quindi a Venezia, influendo sostanzialmente sullo sviluppo urbanistico, architettonico e paesaggistico del territorio circostante. Qui facevano le vacanze le più abbienti famiglie modenesi, di cui rimane testimonianza nelle splendide residenze gravemente danneggiate dal sisma del 2012. Grazie al Fai sarà possibile visitare le pertinenze esterne di Villa Cavazza, Villa Cavicchioli e Villa Bruini-Federzoni e, per la prima volta, dopo quasi cento anni, sarà possibile percorrere il tratto di fiume compreso tra la confluenza del Naviglio nel Panaro e Villa Cavazza. Questa sera il tutto sarà preceduto da una cena-spettacolo d’inaugurazione in collaborazione con Ert Fondazione nell’ambito del progetto “Un bel dì saremo” presso il Circolo Arci “Laghi Elena” di Bomporto.
CASTELLO DI MONTEGIBBIO. Antico fortilizio che sorge sui primi rilievi collinari a sud di Sassuolo, abitato dal X secolo, ma dall’epoca di Matilde di Canossa viene inserito nella triplice cerchia di fortificazioni modenesi. Dopo distruzioni provocate da terremoti, da abbandoni, da passaggi di proprietà il castello ebbe un’importante fase ricostruttiva voluta dalla famiglia Borsari e oggi ci sono anche pertinenze importanti. È il caso di Rocchetta Cionini, poco distante, aperta per l’occasione. Domani alle 17.30 alla chiesa del Castello ci sarà inoltre il concerto di sinfonie di Bach.
PALAZZO DI PORTOVECCHIO. A San Martino Spino è visibile, all’esterno, per la prima volta e per autorizzazione dello Stato Maggiore dell’Esercito, un luogo le cui origini vengono fatte risalire al XIV secolo come possesso dei Pico. Il sito, ora zona militare, dal 1883 al 1954, ha ospitato il fulcro del Comando Militare del V Centro Allevamento Quadrupedi con 7mila cavalli su circa 670 ettari. Domenica dalle 14 alle17 a La Raganella è organizzato “Un territorio da scoprire. Degustazioni teatralizzate della Bassa modenese” e a seguire musica popolare. Il 25 e 26 marzo il Fai festeggia le nozze d’argento della giornata in 400 località d’Italia dove, grazie all’impegno di 7.500 volontari e 35.000 giovani apprendisti ciceroni, saranno aperti oltre mille siti. Programma sul sito www.giornatefai.it.
RIVIERA DEL PANARO. Intende riscoprire una via d’acqua che per quasi un millennio ha collegato Modena al Po e quindi a Venezia, influendo sostanzialmente sullo sviluppo urbanistico, architettonico e paesaggistico del territorio circostante. Qui facevano le vacanze le più abbienti famiglie modenesi, di cui rimane testimonianza nelle splendide residenze gravemente danneggiate dal sisma del 2012. Grazie al Fai sarà possibile visitare le pertinenze esterne di Villa Cavazza, Villa Cavicchioli e Villa Bruini-Federzoni e, per la prima volta, dopo quasi cento anni, sarà possibile percorrere il tratto di fiume compreso tra la confluenza del Naviglio nel Panaro e Villa Cavazza. Questa sera il tutto sarà preceduto da una cena-spettacolo d’inaugurazione in collaborazione con Ert Fondazione nell’ambito del progetto “Un bel dì saremo” presso il Circolo Arci “Laghi Elena” di Bomporto.
CASTELLO DI MONTEGIBBIO. Antico fortilizio che sorge sui primi rilievi collinari a sud di Sassuolo, abitato dal X secolo, ma dall’epoca di Matilde di Canossa viene inserito nella triplice cerchia di fortificazioni modenesi. Dopo distruzioni provocate da terremoti, da abbandoni, da passaggi di proprietà il castello ebbe un’importante fase ricostruttiva voluta dalla famiglia Borsari e oggi ci sono anche pertinenze importanti. È il caso di Rocchetta Cionini, poco distante, aperta per l’occasione. Domani alle 17.30 alla chiesa del Castello ci sarà inoltre il concerto di sinfonie di Bach.
PALAZZO DI PORTOVECCHIO. A San Martino Spino è visibile, all’esterno, per la prima volta e per autorizzazione dello Stato Maggiore dell’Esercito, un luogo le cui origini vengono fatte risalire al XIV secolo come possesso dei Pico. Il sito, ora zona militare, dal 1883 al 1954, ha ospitato il fulcro del Comando Militare del V Centro Allevamento Quadrupedi con 7mila cavalli su circa 670 ettari. Domenica dalle 14 alle17 a La Raganella è organizzato “Un territorio da scoprire. Degustazioni teatralizzate della Bassa modenese” e a seguire musica popolare. Il 25 e 26 marzo il Fai festeggia le nozze d’argento della giornata in 400 località d’Italia dove, grazie all’impegno di 7.500 volontari e 35.000 giovani apprendisti ciceroni, saranno aperti oltre mille siti. Programma sul sito www.giornatefai.it.
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