Gazzetta di Modena

Il legno rivela anima di purezza 

di Michele Fuoco
Il legno rivela anima di purezza 

Al Salotto del Muratori intarsi di Bandieri e Ferrari, sculture di Guidotti, pirografo di Poletti  

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VIGNOLA. Il valore dell'opera d'arte è dato anche dalla fatica che essa sarà costata. È quanto indica la mostra, aperta fino al 2 aprile, dei castelfranchesi Luciano Bandieri, Franco Ferrari, Agnese Guidotti e Mario Poletti al Salotto di L.A. Muratori. Una rassegna, con opere in legno, che evidenzia come gli artisti sappiano far convivere sullo stesso piano la forma e l'idea che la sostiene. Di citazione colta sono gli intarsi con cui Bandieri rende omaggio a Fortunato Depero. Del maestro futurista, la cui attività spazia pure dall'architettura d'interni alla moda e alla pubblicità, Luciano recupera le immagini che prendono consistenza materica in mosaici di legni diversi. Tante tessere cromatiche che l'artista combina magistralmente in una sintesi di elementi, a seconda dei colori e sfumature di legni (noce, pioppo, pero...), per rappresentare la pubblicità del Bitter Campari, del Liquore Strega, progetto per un poster, balletto, balli plastici, uomo rondine, personaggi in un interno, donna e asino. Altrettanto certosino è il lavoro di Ferrari che preferisce strutturare l'intarsio nel carattere del racconto, con riferimenti letterari (il vecchio e il mare di Hamingway), ma anche scene che sanno porsi come episodi di affettuosità quotidiane: “amore siberiano”, la cantina del nonno, il meritato riposo dei cani dopo una battuta di caccia, il contadinello nella stalla, il sole della vita (Padre Pio) e omaggio all'opera (ambiente) di Erio Baracchi. È un'analisi costruita sulla realtà dei fatti, con un impegno meditato che passa pure attraverso il modellismo navale. Il pioppo canadese, l'olmo, l'ulivo, lavorati con totale dedizione e perizia da Agnese Guidotti, assumono la dimensione di scultura anche a tutto tondo, dove si intrecciano corrispondenze sentimentali tra figure umane (la dama, donne al vento, Eva, maternità, il vescovo, pagliaccio) e animali (gatti, delfini) portati, talvolta, in una sfera persino fantastica. L'opera non perde mai la concentrazione d'immagine vigorosa dettata da esperienze di curiosità e di piccole meraviglie, da un senso di tenerezza per la vita. Il legno serve come supporto a Poletti che impiega, con logica esecutiva, il pirografo per delineare, in un incontro tra pensiero e immaginazione, la rosa dei venti, il rosone di una cattedrale, l'esplosione del sole, aquiloni, “L'Olimpo delle emozioni”, miraggi. La configurazione, di accorta tecnica incisoria, è geometrica ma si connota di un ragnatela di particolari, di ombreggiature, che conferiscono all'insieme l'impronta di un quadro di amabile essenzialità, dove si afferma il valore progettuale.

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