Gazzetta di Modena

Modena, gli Zen Circus arrivanno all'Off

di Agnese facchini
Modena, gli Zen Circus arrivanno all'Off

Torna il grande rock italiano con una serata firmata Zen Circus, in concerto domani sera 25 marzo all’Off. Il live rappresenta la decima tappa del secondo tour nazionale “La terza Guerra...

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MODENA. Torna il grande rock italiano con una serata firmata Zen Circus, in concerto domani sera 25 marzo all’Off. Il live rappresenta la decima tappa del secondo tour nazionale “La terza Guerra Mondiale”, che lancia l’omonimo album della band toscana, uscito lo scorso settembre e disponibile in tutti i negozi di musica e online. «Il filo conduttore dei testi è un’ipotetica terza guerra mondiale, da noi invocata provocatoriamente come unico modo per capire chi è amico e chi nemico, per liberarsi da sovrastrutture inutili che ci imbrigliano fino a renderci impotenti» spiega la band all’unisono. «Fino a quando non sarà fisicamente a casa nostra, la guerra non ci tangerà e continueremo a fare finta di nulla».

Una spiegazione intellettualizzata di un concetto semplice e reale, ossia il crescente isolamento individuale, accompagnato dall’apparente desensibilizzazione rispetto a quanto accade fuori dalla porta di casa. Gli Zen Circus hanno scelto di rappresentare la realtà in cui siamo tutti immersi, attraverso testi aspri e provocatori, inseriti in un mix melodico scremato da sonorità extra, elementi synth e tastiere, che dal vivo non possono essere riprodotti dai tre componenti della band (voci, basso, chitarra e batteria, ndr). «La comunicazione interpersonale rimane il punto focale attraverso cui si snodano le nostre vite». Il messaggio è chiaro e invoca una maggiore consapevolezza, il primo passo che dovrebbe portare alla reazione verso il torpore in cui sta vivendo l’essere umano negli ultimi decenni, a discapito di un contatto reale con gli altri, fuori dalla dimensione mediata del virtuale. Punto di forza che ha fatto risaltare la band, a partire dal 2009, dopo una lunga e onorata gavetta iniziata nel 1994, è la capacità di sostenere lunghi tour di promozione dei propri album, arrivando a numeri da record come 110 concerti in un solo tour. Giunti a questo nono album, gli Zen Circus hanno nuovamente scelto il circolo culturale Off per diffondere dal vivo il proprio messaggio a sfondo sociale.


Tornate a Modena, qual è il vostro rapporto con la città?
«Nel corso della nostra carriera siamo stati varie volte nel modenese, addirittura abbiamo fatto a Soliera il raduno della nostra etichetta La Tempesta» risponde Massimiliano “Ufo” Schiavelli, bassista degli Zen Circus. «È una zona ricettiva dal punto di vista musicale e creativo, la cultura rock è ben radicata e troviamo corrispondenza da parte di chi ospita i concerti».
E con le persone?
«Abbiamo un sentito rapporto con il nostro pubblico modenese, sono tra i fan più dinamici, che ci seguono spesso anche fuoriporta, dimostrandosi molto elastici e dinamici… è un pubblico scafato, figo».
I testi delle canzoni hanno spesso uno sfondo amaro, in contrasto con le melodie, qual è il mood di un concerto?
«Scherno, sarcasmo e apparente nichilismo sono elementi che fanno parte della nostra cultura, ma durante il live emerge la catarsi della nostra musica e tutto si trasforma in una grande festa condivisa».
Gli Zen Circus sono già stati all’Off in passato, ospitati dal management che li ha voluti nuovamente parte di una rassegna di musica italiana di alto livello.
«Possiamo dire di averli visti crescere - sorride Valerio Gilioli, direttore artistico di StOff - siamo contenti di vederli tornare da campioni in una città che li segue e apprezza, all’interno di un circolo sottodimensionato rispetto alla loro attuale notorietà, che li sta portando ad avere il tutto esaurito in locali come l’Alcatraz di Milano».
 

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