Gazzetta di Modena

Quarto capitolo: “Dal fiume all’asfalto”

BOMPORTO. Quarto capitolo con Festa-di-voraCittà: questa volta il progetto di ERT Fondazione Un bel dì saremo si sposta a Bomporto, per la cena-spettacolo Chi cambia canale (fluviale), cambia tv...

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BOMPORTO. Quarto capitolo con Festa-di-voraCittà: questa volta il progetto di ERT Fondazione Un bel dì saremo si sposta a Bomporto, per la cena-spettacolo Chi cambia canale (fluviale), cambia tv (trasposto viario), realizzata in collaborazione con FAI Giovani Modena, Comune di Bomporto e il Circolo Arci Elena Laghi (ore 20.30 presso il Circolo Elena Laghi di Bomporto in Piazza dello Sport 11/c). Donatella Allegro, Michele Dell’Utri, Simone Francia ed Eugenio Papalia si preparano a dragare gli antichi canali (e a domare i roboanti motori moderni)... Mentre gli spettatori potranno condividere le loro pietanze, gli attori li intratterranno con il racconto, in parole e musica, di uno dei più grandi mutamenti della città di Modena (ma non solo di Modena) nel Novecento: il tramonto delle antiche vie fluviali e l'avvento dei modernissimi trasporti su strada.
Si dirà di quando ancora c'era il Corso del Naviglio, con la sua darsena, poi divenuto Corso Vittorio Emanuele. Si dirà dell'avvento e dello sviluppo delle strade ferrate, quando pure Modena entrò a far parte della linea, nuova di pacca, dell'Italia Centrale e quando via locomotiva cominciarono e fiorirono i collegamenti con (il già suo) Bomporto, su su fino alla Mirandola. Si dirà delle polemiche furibonde di fronte alla tecnologia trionfante: «Il fumo della locomotiva fa ammalare le piante!», oppure «Le vibrazioni al passaggio del treno penetrano nel suolo, salgono attraverso le fondamenta delle case e dai un giorno, dai l'altro le case vengon giù!»... Ma si dirà di nuove figure, destinate a segnare l'immaginario novecentesco, come il bigliettaio, il conducente o il controllore. Fu così, con il tramonto di un mondo secolare e l'avvento di un altro, che in un giorno del 1923 terminarono gli approdi fluviali a Modena: non più città di chiatte, ora, ma di motori...
Ingresso libero con prenotazione obbligatoria delegazionefai.modena@fondoambiente.it oppure 373

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