Gazzetta di Modena

Travaglio il censore a Modena bacchetta con “Slurp” giornalisti e politici

di Stefano Luppi
Travaglio il censore a Modena bacchetta con “Slurp” giornalisti e politici

Il direttore de Il Fatto Quotidiano in scena con Giorgia Salari stigmatizza «lo sport di mettersi al servizio dei potenti»

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MODENA. «La categoria più ruffiana? Certi giornalisti hanno raggiunto vette altissime, soprattutto quelli che lisciano il pelo al potente fin che è in auge e poi lo attaccano quando cade in disgrazia. Nel mio archivio composto da scatoloni con i ritagli di molti decenni ci sono comunque innumerevoli casi di politici». A parlare è uno dei giornalisti più noti d’Italia, Marco Travaglio, direttore del Fatto Quotidiano che sarà questa sera alle 21 al teatro Storchi con lo spettacolo “Slurp. Lecchini, cortigiani & penne alla bava al servizio dei potenti che ci hanno rovinati”.
Il titolo dice già molto dei contenuti dello spettacolo, tratto dal libro omonimo uscito nel 2015 per Chiarelettere: Si tratta di una sorta di dizionario sarcastico, divertente e molto preoccupante, sul più classico “sport italiano”. Lo diceva Ennio Flaiano: lo sport di saltare imperterriti sul carro del vincitore. Dal libro è stato tratto lo spettacolo “Slurp”, in scena, oltre che con Travaglio, con l’attrice Giorgia Salari per la regia di Valerio Binasco.
Travaglio perché questo volume e poi lo spettacolo?
«Due anni fa ho avuto voglia di descrivere il panorama che si presenta ai nostri occhi. Per questo è stata utilissima la mia collezione di leccate che negli ultimi vent’anni di attenzione professionale al mondo politico è diventata enorme. Ho messo insieme il miglior ritratto delle classi dirigenti, non solo dei politici».
Cosa emerge?
«I leccatori sono sempre gli stessi, quel che cambia è il nome del leccato in base al cambio del potente di turno. Fa ridere vedere come certi giornalisti vedono il politico sexy e devoto al bene comune salvo poi diventare la peggiore delle persone. Sempre dopo però».
Le viene in mente qualche esempio tra i tanti che descrive durante lo spettacolo?
«Pensiamo all’ex premier Matteo Renzi: noi del Fatto lo criticavamo prima e tanti ci guardavano male. Ora molti lo attaccano e invece viene voglia di difenderlo, lo stesso accadde con Berlusconi».
Un esempio emiliano di questo bell’atteggiamento?
«Senz’altro Pierluigi Bersani che quando era potente - ministro e segretario del Pd - era il massimo dei liberalizzatori mai apparsi sulla terra. Salvo poi divenire un vetero comunista, un residuato bellico. In realtà lui qualcosa ha fatto».
Perché è passato dal libro allo spettacolo?
«Lo facciamo da un po’ e in questo caso al mio racconto si alterna la brava Giorgia Salari che mi ha accompagnato divenendo l’incarnazione, al esempio, di Maria Elena Boschi. Accade qui una strana cosa. Leggendo a distanza di anni questi esempi di cortigianeria estrema, che di continuo dobbiamo sorbirci in tv e sui giornali, scatta la stessa sensazione di quando guardi un vecchio video di Starace. Voglio dire che i personaggi decaduti fanno ridere, anche se all’epoca di queste leccate nessuno o ben pochi ridevano. Berlusconi addirittura nel 1994 venne paragonato a Marlon Brando e D’Alema a Quintino Sella«.
A parte i politici anche i giornalisti sono una categoria non esente?
«Già, certo. Questi colleghi nelle redazioni dovrebbero venire isolati invece spesso, purtroppo, fanno carriera».
Come accoglie il pubblico lo spettacolo?
«Lo portiamo in giro da due anni con un certo successo: la gente ride molto e non sono risate fini a se stesse se quando poi ne vedi degli esempi te ne rendi conto e protesti».
INFO. Lo spettacolo è alle 21 al teatro Storchi di largo Garibaldi. La prima galleria costa 28,5 euro, la seconda 21,5 euro. Per chiamare il bottegino: tel. 059.2136021 e 3386814332.

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