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modena, al michelangelo 

Dalla corsia al palcoscenico per aiutare i malati di diabete

di Martina Stocco
Dalla corsia al palcoscenico per aiutare i malati di diabete

MODENA. «Buffo, esilarante e ironico». Sono i tre aggettivi utilizzati da Rita Lidia Stara, presidente della Federazione diabete Emilia Romagna, per descrivere lo spettacolo “Per far la vita meno...

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MODENA. «Buffo, esilarante e ironico». Sono i tre aggettivi utilizzati da Rita Lidia Stara, presidente della Federazione diabete Emilia Romagna, per descrivere lo spettacolo “Per far la vita meno amara”. La commedia andrà in scena venerdì 31 marzo alle 21 al teatro Michelangelo.
Perché questo titolo?
«La compagnia teatrale riesce a far divertire facendo passare messaggi seri, cioè sdrammatizza il problema del diabete, malattia cronica, attraverso una rappresentazione in cui si ride “da matti”: è da vedere».
Gli attori della compagnia “Anna & the Hospitalists” fanno parte del personale ospedaliero di Carpi. Tolto il camice bianco, indossano i panni dell’attore.
«In realtà non sono tutti medici ma ci sono anche infermieri, centralinisti. Sono tante le figure professionali che da anni portano avanti questo progetto».
Come nasce l’iniziativa?
«L’idea che sta alla base del progetto è di promuovere corretti stili di vita attraverso il sorriso e un po' di sana autoironia. Il merito di coinvolgere il personale ospedaliero in quest’avventura è stato, anni fa, di Anna Vittoria Ciardullo, responsabile della struttura di Diabetologia dell’area Nord. Da quel momento sono iniziati gli spettacoli, che di volta in volta si rinnovano e cambiano copione».
Qualche elemento, però, rimane stabile nel tempo.
«Sì, l’unione della musica, dello spettacolo e della recitazione, quindi dell’arte in generale, con la salute».
È inevitabile non soffermarci per un istante sul tema medico.
«Innanzitutto, c’è da precisare che non si può parlare di diabete come un’unica realtà perché ci sono due differenti tipologie: il diabete di tipo 1 e di tipo 2. La prima forma è una malattia autoimmune e colpisce prevalentemente bambini e adolescenti. In questo caso non c’è modo di prevenirlo e le complicanze maggiori si hanno nei più piccoli. Il ruolo dell’associazione è proprio quello di cercare il modo di far sentire i bambini col diabete “come gli altri, in mezzo agli altri”. Il secondo tipo, invece, colpisce gli anziani e in questo caso la prevenzione è fondamentale».
In che modo si può fare prevenzione?
«Attraverso un corretto stile di vita che comprenda attività fisica e una sana alimentazione. Lo spettacolo tratterà anche questi temi».
Il ricavato della serata sarà devoluto in beneficenza?
«Sì, il contributo dell’iniziativa sarà donato alla Federazione per i malati di diabete».

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