Gazzetta di Modena

Pokorny, Kylian, Kratz: tre autori per l’Aterballetto a Modena

Pokorny, Kylian, Kratz: tre autori per l’Aterballetto a Modena

Coreografie contemporanee per la compagnia diretta da Cristina Bozzolini al Comunale Luciano Pavarotti

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MODENA. Riprende con la danza contemporanea la rassegna ModenaDanza al Comunale Luciano Pavarotti. Il 29 marzo  alle 21 Aterballetto porterà in scena tre coreografie: “Words and Space”, di Jiri Pokorny su brani musicali del repertorio barocco, 14' 20'', estratto dall'opera 27' 52" di Jiri Kylian su musica di Dirk Haubrich, e “L’eco dell’acqua” di Philippe Kratz su brani di Federico Albanese, Jonny Greenwood, Howling, Arvo Pärt, Sufjan Stevens e The Haxan Cloak. Cristina Bozzolini, la direttrice della compagnia, fa proseguire così il cammino intrapreso da Aterballetto nelle scorse stagioni, invitando coreografi giovani e affermati a realizzare nuove creazioni e spettacoli di respiro internazionale in ambito classico contemporaneo. I brani in programma a Modena sono reduci da recentissimi debutti al Teatro Valli di Reggio Emilia. Words and Space e L'eco dell'acqua commissionate da Aterballetto a giovani autori europei, e 14' 20" adattata per l'occasione da Kylian, uno dei maggiori coreografi viventi. L'ultimo lavoro di Jiri Pokorny, classe 1981, “Words and Space” (Parole e Spazio), è un racconto personale, intimo e poetico, la metafora di un dialogo intrapersonale: il corpo di un individuo all’interno di uno spazio nell’atto di cimentarsi in un dialogo con il proprio io, nello scopo di proiettare l’esperienza assolutamente personale dei danzatori la cui gioia e fatica sembra esistere nel presente di una bellezza pura e di una realtà non violenta. Philippe Kratz (1985) porta sul palco del Pavarotti una sua coreografia, composta elaborando il concetto filosofico del destino dell’uomo, è ispirata al “Canto degli spiriti sulle acque” e all’episodio dell’abbattimento di un aereo civile in Ucraina da parte di un missile militare.
Nato a Praga, Jiri Kylián ha creato una sequenza che prova a narrare il concetto di tempo: «Abbiamo creato macchine che misurano il tempo in maniera molto più accurata rispetto a prima - racconta il coreografo a proposito del suo spettacolo - Questo aspetto è sicuramente molto importante, ma diversi filosofi ci dicono che il “tempo” non esiste. Ci insegnano che il “tempo” è solo un’invenzione degli esseri umani. Tutto ciò è possibile, ma una cosa è certa: il nostro tempo è scandito da due brevissimi momenti: la nascita e la morte. In effetti è tutto molto semplice, ma anche incredibilmente complicato e, di sicuro, inspiegabile». (m.v.m.)

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