San Felice, nelle fotografie la vita quotidiana un secolo fa
Tanti tesori storici e d’arte distrutti o feriti dalle scosse del terremoto 2012
SAN FELICE SUL PANARO. San Felice a Cancello, San Felice Circeo, San Felice del Benaco, San Felice del Molise: quanti Comuni dedicati a questo Santo! Oggi parliamo di San Felice sul Panaro. Nonostante l'appellativo, in realtà il territorio comunale non è di fatto attraversato dal fiume Panaro, che bagna invece i comuni limitrofi di Camposanto e Finale Emilia.
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Solo dopo l'Unità d'Italia ha assunto l'appellativo di "sul Panaro" per essere distinto da altri omonimi Comuni dello Stato italiano. Si estende su 51,66 kmq, e conta oggi quasi 11.000 abitanti, con una popolazione pressoché costante: erano 8.500 nel 1862 e 11.300 nel 1931. San Felice acquistò importanza dopo l'inaugurazione della stazione sulla linea ferroviaria tra Bologna e il Brennero, che facilitò l'interscambio commerciale della Bassa modenese (nel 2007 la tratta è stata potenziata con un doppio binario).
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Che l'economia del territorio, basata sull'allevamento, sulla filiera agroindustriale (in particolare salumifici), e sull'indotto del settore biomedicale, sia florida lo dimostra anche l'esistenza di una delle principali banche locali della nostra Regione, la Banca Popolare di San Felice sul Panaro, che dal 2009 ha assunto la denominazione di San Felice 1893 Banca Popolare.
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L'economia locale non ha abbandonato l'agricoltura, praticata con successo grazie alle favorevoli caratteristiche del terreno: si producono cereali (in particolare frumento e mais), ortaggi, foraggi, uva e frutta. Famoso è il Salame di San Felice, prodotto D.O.P. Purtroppo le due scosse di terremoto del 2012, che hanno causato tre vittime, hanno provocato gravissimi danni. San Felice non si è arreso. I lavori di ricostruzione delle case e la ripresa delle attività economiche sono stati incessanti. Non altrettanto si può dire del recupero delle opere d'arte, purtroppo sempre molto complesso. La Rocca, costruita tra il 1332 e il 1340 da Obizzo III d'Este, è il principale monumento di San Felice, caratterizzata da quattro torri angolari; fu restaurata e ulteriormente fortificata da Niccolò III. Il terremoto del 20 maggio 2012 ha provocato il crollo delle coperture delle torri e gravi lesioni al maschio, ulteriormente aggravate dal successivo sisma del 29 maggio.
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Il Teatro comunale, costruito nel 1907 in stile liberty e successivamente completamente trasformato nel 1924, è inagibile.
La Chiesa arcipretale, eretta in epoca medievale e successivamente ricostruita nel 1700 in seguito a un incendio, accoglieva al suo interno numerose opere d'arte, tra cui va ricordato almeno il trittico cinquecentesco di Bernardino Loschi. Il tragico evento ha provocato anche il crollo del campanile, e ha seriamente danneggiato o distrutto anche le altre chiese più piccole del paese.
Ancora peggiore la sorte della Torre dell'Orologio, costruita nel 1594: il sisma del 29 maggio l'ha completamente distrutta.
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P. S. 1
San Felice ha alcune frazioni: Dogaro, Pavignane, Rivara e San Biagio.
Io non so quanti abitanti della nostra Provincia siano mai transitati per Rivara, che dista 2,5 km da San Felice e conta poco più di 300 abitanti, o si siano fermati a bere un caffè o l'abbiano mai sentita nominare.
Malissimo!
Tra il 1978 e il 1980 don Giuseppe Paradisi e Mauro Calzolari, con l'aiuto di Guido Ragazzi, hanno pubblicato quattro volumi in grande formato (più di 1.800 pagine!) di Memorie storiche di Rivara, a dimostrazione che tutta la nostra Provincia ha una lunghissima storia! Basta cercare!
P. S. 2
A San Felice era nato Sergio Neri, che ho conosciuto molto bene, grande pedagogista, a cui devono molto le Scuole dell'infanzia di Modena e dintorni.
A San Felice è nato anche un personaggio importante, Marino Golinelli, fondatore dell'azienda Alfa Farmaceutici, poi Alfa Wassermann, poi Alfa Sigma.
La sua attività si svolge prevalentemente a Bologna, ma chi segue la cronaca non può fare a meno di ammirare la sua opera di filantropo.
Rolando Bussi
bussirolando@gmail.com
(72, continua)
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