Gazzetta di Modena

Leo Nucci a Modena festeggia in teatro 50 anni da baritono

Leo Nucci a Modena festeggia in teatro 50 anni da baritono

Il talentuoso baritono Leo Nucci festeggia i suoi 50 anni di carriera con uno spettacolo d'eccezione che andrà in scena domani, mercoledì 5 e venerdì 7 aprile al Teatro Comunale Luciano...

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MODENA. Il talentuoso baritono Leo Nucci festeggia i suoi 50 anni di carriera con uno spettacolo d'eccezione che andrà in scena domani, mercoledì 5 e venerdì 7 aprile al Teatro Comunale Luciano Pavarotti. “Avrò dunque sognato!”, questo il titolo tratto da una battuta del Rigoletto, comprende scene da “Luisa Miller”, “Un ballo in maschera”, “Rigoletto” ed è un nuovo allestimento realizzato in coproduzione con Fondazione Teatri di Piacenza. Sul podio Aldo Sisillo dirige l'Orchestra dell'Opera Italiana, per la regia e ideazione scenica di Salvo Piro.

Sul palco con Nucci, ci saranno i giovani interpreti Marco Ciaponi, Clarissa Costanzo, Maria Mudryak, Nicolò Donini, Federica Gatta, Juliusz Loranzi, Cristian Saitta, Simone Tansini, Leonora Tess e Alessandro Viola. Il Coro del Teatro Municipale di Piacenza è preparato da Corrado Casati; i costumi sono firmati da Artemio Cabassi e le luci da Michele Cremona. Lo spettacolo, interamente dedicato al repertorio verdiano, si articola nella successione, oltre che di scene operistiche, di brani strumentali e corali fra i quali la “Sinfonia del Nabucco” e de “La Traviata” e il “Coro delle Streghe” del “Macbeth”. In occasione dello spettacolo, cinque ritratti di Leo Nucci nelle sue celebri interpretazioni verdiane (Rigoletto, I due Foscari, Luisa Miller, I Vespri Siciliani, Nabucco), realizzati dall'artista parmigiano Vittorio Ferrarini, saranno in mostra al Ridotto del Teatro. Nato a Castiglione dei Pepoli, in provincia di Bologna, nel 1942, Nucci ha debuttato nel 1967 al Teatro Sperimentale “A. Belli” di Spoleto come Figaro nel Barbiere di Siviglia di Rossini avviando un'attività che lo ha portato al debutto al Teatro alla Scala, dieci anni dopo, nello stesso ruolo, e ad affermarsi nel corso di una lunga carriera non solo quale uno dei maggiori cantanti lirici ma come punto di riferimento storico della tradizione interpretativa del repertorio operistico. Imprescindibile, in particolare, il suo contributo all'arte scenica e alla vocalità verdiana, non solo in Rigoletto, il cui ruolo ha cantato in scena in oltre cinquecento recite in tutto il mondo, ma in titoli interpretati in produzioni storiche e in registrazioni audio e video per il Covent Garden di Londra, per la Staatsoper di Vienna, per il Metropolitan Opera di New York, per la Opernhaus di Zurigo e molti altri.

Oggi prosegue le recite in tutto il mondo. «Un titolo perfetto per una carriera che a ben guardare ha dell’incredibile - dice il regista - Si voleva evitare il consueto Gala in forma di Concerto. Per questo, a partire dal titolo, abbiamo voluto evidenziare subito l’originalità dell’operazione: uno spettacolo teatrale vero e proprio, nuovo, costruito appositamente per l’occasione, che rappresentasse uno sguardo panoramico sul percorso artistico proponendo alcune interpretazioni memorabili, ma che rivelasse anche un poco l’uomo senza cadere nel biografiamo celebrativo o peggio ancora invadendo la sfera personale. Partendo da questo presupposto ho cercato di immaginare un contenitore drammaturgico in grado di raccontare, in maniera meta-teatrale, la vita sul palcoscenico di un cantante d’opera». «ll primo concerto importante lo feci proprio al Teatro Comunale di Modena, dove in seguito debuttai Trovatore - ricorda il baritono - un teatro e una città a cui sono molto legato e che mi fa tornare in mente tante amicizie: da Luciano a Raina, da Mirella a Nicolai. A Luciano penso sempre perché oltre a essere stato un grande tenore Pavarotti è stato un vero amico».

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