Gazzetta di Modena

Modena, Raina ritira i suoi allievi dalla “Cenerentola”: «È più utile far lezione»

di Gabriele Farina
Modena, Raina ritira i suoi allievi dalla “Cenerentola”: «È più utile far lezione»

La soprano, a sorpresa, alla presentazione dell’opera: «Stanno qui senza rimborso e senza la certezza di cantare»

3 MINUTI DI LETTURA





MODENA. Che Cenerentola sarebbe senza un colpo di scena? E il colpo di scena c’è stato per davvero, ieri mattina, a quella che doveva essere la presentazione dell’opera di Gioachino Rossini che andrà in scena giovedì 13 aprile al teatro Pavarotti a duecento anni dalla prima rappresentazione al Teatro Valle di Roma.

Improvvisamente, infatti, sul proscenio della conferenza stampa in corso, si è presentata la soprano Raina Kabaivanska. La signora Kabaivanska, titolare di un corso di canto all’istituto Vecchi Tonelli, ha infatti alcuni suoi ragazzi tra quelli selezionati per partecipare al master da cui usciranno i cantanti protagonisti della Cenerentola. Cantanti che proprio alcuni minuti prima avevano fornito una sorta di piccola anteprima dell’opera. «Perché i miei allievi devono stare qui senza pagamento e senza certezza di cantare?», ha esordito il grande soprano rivolgendosi ad Angelo Gabrielli, direttore artistico e musicale del progetto.

«Si sono iscritti in cinquanta - ha risposto Gabrielli che è anche direttore di Appennino InCanto - ma canteranno in sette». «Se non sono pagati - ha ribattuto con determinazione Kabaivanska - allora faranno lezione ché è molto più utile». Poi, rivolta a due di loro, ha ordinato: «Su, andiamo! Avete paura?». Tra lo sconcerto dei presenti un “cambio di scena” e improvvisamente è parso di assistere al classico “E hop!” di Mary Poppins. I due giovani, una ragazza e un ragazzo, si sono alzati e sono andati via. Stemperato un minimo l’imbarazzo generale è stato Antonio Giacometti, direttore del Vecchi-Tonelli a parlare: «Stiamo facendo una “master class” con collaborazioni provenienti da varie realtà - ha spiegato - e nei patti iniziali c’era l’assicurazione che un unico cantante avrebbe cantato». «La signora Kabaivanska forse ce l’ha con me perché non faccio tutto ciò che mi dice - ha ripreso invece Gabrielli - ma non mi ha mai imposto nessuno: non capisco perché ora voglia farlo. Kabaivanska - ha aggiunto ancora - è un’esperta pucciniana; Rossini sarà forse fuori dalle sue corde. Su cinquanta giovani cantanti che si erano iscritti ne abbiamo scelti venti. Se si ammala qualcuno ci sarà qualcun altro preparato per cantare: tutti canteranno. Siamo sempre stati attenti a un equilibrio: se prendiamo un allievo di Freni ne prendiamo anche uno di Kabaivanska».


Tornando all’opera Aldo Sisillo, direttore della Fondazione Teatro Comunale, ha sottolineato come la sfida sia «avere un pubblico consapevole». E cosa meglio della formazione può aiutare in questo? Così saranno ben duecentoquaranta i giovanissimi dai 6 ai 13 anni che prenderanno parte al coro delle voci bianche. Provengono da ventidue classi di Sestola, Fanano, Acquaria, Pavullo e Verica. Tanti piccoli Cinderella Men (o Women), per citare la celebre pellicola cinematografica, che magari un giorno potranno tornare a calcare palcoscenici importanti in campo nazionale e internazionale.

Prima di conoscere la drammaturgia di Paolo Montanari, ascoltare il coro diretto da Sabina Mezzacqui e studiare l’ideazione scenica di Pierluigi Cassano sarà anche possibile partecipare a un concorso. Tutte le bambine potranno indossare la scarpa di Cenerentola e ci sarà una sorpresa per chi la calzerà a pennello. Si studia una sorpresa anche per il 2019. «La nostra sfida è fare un’opera quell’anno al Palaghiaccio di Fanano - ha concluso Gabrielli - e i cantanti li troveremo».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google