C'era una volta a San Possidonio, le immagini di un secolo fa
Il paese porta il nome di un Santo non ben identificato. È il secondo Comune più piccolo della provincia di Modena
Chi ha avuto occasione di sfogliare (e magari leggere!) le precedenti 72 puntate di questa rubrica “C'era una volta” si sarà reso conto che prima di accingermi a scrivere queste poche righe debbo avviare due ricerche: vecchie immagini che diano il senso della vita nel passato di Comuni che a volte non abbiamo mai avuto l'occasione di visitare, e testi, talvolta davvero pochi, che ne abbiano descritto la storia. Anche per San Possidonio (credo di essermi fermato lì un paio di volte in vita mia!) sono andato come al solito alla Biblioteca Estense, e ho scoperto con vivo piacere che Livio Marazzi, che come la Biblioteca Poletti e altri generosi collezionisti, i cui nomi trovate in didascalia, mi fornisce immagini, ha pubblicato (senza farmene cenno!) un libro davvero bellissimo: Alla ricerca del tempo passato.
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San Possidonio attraverso foto e cartoline d'epoca. “Sono nato “in Bellaria”, non in riva al mare, bensì in una modesta frazione del Comune di San Possidonio, nel lontano 1949; a tre anni abitavo già in “piazza”, dove ho trascorso la mia giovinezza, finché, per motivi di lavoro, ho dovuto trasferirmi in città … Chissà quanti come me, nel corso degli anni, hanno dovuto “emigrare”, anche solo nei paesi vicini, alla ricerca di un lavoro, nel tentativo di migliorare la propria condizione sociale; ma chi per tanti anni ha vissuto a San Possidonio e non è riuscito a dimenticare le proprie origini, la propria cultura, lo fa capire ostentando, di tanto in tanto, tra la gente, qualche vocabolo in dialetto 'possidiese'”. Così inizia un percorso, non solo fotografico, a cui io posso aggiungere poche cose.
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Cominciamo dal nome. Chi era San Possidonio? Ne sappiamo veramente poco. Paolo Golinelli, grande storico del Medioevo, è andato Alla ricerca di un santo sconosciuto, per concludere che esistono ben “tre personaggi con questo nome oggetto di venerazione, senza che si comprenda esattamente chi sia il nostro Possidonio, che per molto tempo viene venerato senza una sembianza specifica, poi acquista l'immagine dell'eremita tebano, trasformato in prete, quindi viene identificato con il vescovo di Calama”. Comunque sia, nel IX secolo il toponimo già esisteva, e quindi da lì possiamo far partire la storia di San Possidonio San Possidio è il secondo Comune più piccolo della Provincia di Modena, con una superficie di soli 17 kmq e 3.600 abitanti, distribuiti anche nelle frazioni di Bellaria, Forcello, Pioppa, Ponte Rovere.
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È una storia “ristretta”, perché Signori ne sono i Pico della Mirandola fino al 1710, quando passa sotto la signoria degli Estensi. Questi concedono a Pietro Tacoli il paesino come Marchesato.
Nel 1860 San Possidonio è eletto a Comune. Vanno a votare ben 171 cittadini, che pagano almeno 5 lire di imposte e tasse.
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Qui nel 1789 era nato don Giuseppe Andreoli, prete carbonaro condannato a morte nel 1821 dal duca Francesco IV di Modena e giustiziato a Rubiera nel 1822. Aveva partecipato ai moti di Ciro Menotti. Un monumento, dedicato “Al Martire D. G. Andreoli” e “Ai Caduti per la Patria”, (opera di Alfredo Gualdi), situato nell'omonima piazza, inaugurato il 17 ottobre 1922, raffigura il prete martire di fianco all'Italia e a un soldato.
La Chiesa Parrocchiale è il principale edificio storico della cittadina. Ricostruita diverse volte (un bombardamento del 3 dicembre 1944 aveva provocato uno squarcio sul fianco destro), il terremoto del 2012 le ha causato danni molto seri. La cuspide del campanile, danneggiato dal terremoto del 20 maggio, è crollata il 29, distruggendo il tetto e la cupola ottagonale. L'intervento dei Vigili del Fuoco ha permesso di mettere in salvo le opere d'arte lì custodite. Anche la sede del Municipio ha subito danni importanti, come molti altri edifici.
Ma San Possidonio, come gli altri Comuni della “Bassa” colpiti dal sisma, non si è arreso.
Rolando Bussi
bussirolando@gmail.com
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