In prima nazionale “La Fresque”, studio su l’arte nella società
MODENA. Va in scena, alle 21 di oggi, al Comunale Pavarotti (per la rassegna ModenaDanza) il Ballet Preljocaj con La Fresque, titolo in prima italiana del coreografo franco albanese Angelin...
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MODENA. Va in scena, alle 21 di oggi, al Comunale Pavarotti (per la rassegna ModenaDanza) il Ballet Preljocaj con La Fresque, titolo in prima italiana del coreografo franco albanese Angelin Preljocaj. Un viandante affaticato trova rifugio in un tempio, scopre un meraviglioso affresco e si innamora di una delle fanciulle raffigurate al punto di entrare nel dipinto e dar vita a una storia fantastica: è l’antico racconto cinese “La pittura sul muro” al quale Preljocaj si è ispirato per costruire una nuova coreografia con le proiezioni scenografiche di Constance Guisset e i costumi di uno dei grandi nomi della moda parigina, Azzedine Alaïa. Nicolas Godin ha creato una partitura tipica delle sue fusioni musicali fra pop, soft rock, exotica, musica dance anni ’80 e classica. Lo spettacolo ha debuttato con successo in settembre al Grand Theatre di Aix-en-Provence con tappe all’Opéra Royal de Versailles, a Parigi e Lione. Il Ballet Preljocaj, fondato nel 1985, risiede dal 2006 al Pavillon Noir di Aix-en-Provence, un luogo interamente dedicato alla danza di cui Preljocaj è il direttore artistico. Le sue creazioni sono state commissionate e sono entrate nel repertorio di prestigiose compagnie come il Ballet de l’Opéra National de Paris, il Teatro alla Scala di Milano e il New York City Ballet. Ha realizzato cortometraggi (Le poster, Idées Noires nel 1991) e numerosi film, tra i quali Polina, danser sa vie, firmato con Valérie Müller e presentato al Festival del cinema di Venezia lo scorso anno. «La questione dell’immagine è al centro del nuovo spettacolo che ci riporta al mito della caverna di Platone e alle sue ombre che mettono in dubbio la nostra esistenza - racconta Preljocaj -. Il balletto esplora le relazioni misteriose esistenti tra la rappresentazione e la realtà, mettendo in evidenza, tramite la danza, i legami che si instaurano tra immagine fissa e movimento, tra istantaneità e durata, tra vivo e inerte. Dietro questa metafora racchiusa nel racconto si delinea la questione della rappresentazione e del posto che l’arte occupa nella nostra società».
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