Modena, La lettera: Il progetto WelcHome: lo scandalo e la speranza
Le famiglie del progetto non vogliono applausi, pacche sulle spalle o medaglie da primo posto. Vogliamo semplicemente dire alle persone che abitano nell'appartamento di fianco a noi che i giovani che...
MODENA. Carissimo Direttore, ho pensato molto se scriverti o lasciare perdere. Alla fine ho deciso di farlo in risposta ai commenti su Facebook a seguito del post pubblicato il 30 marzo sul progetto di accoglienza famigliare WelcHome.
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Perché lo faccio? Perché non è la prima volta che capita di leggere commenti inopportuni in riferimento ad una testimonianza del progetto WelcHome che vede l’accoglienza di giovani stranieri, per le famiglie coinvolte nel progetto, per i nostri ragazzi (anche per quelli italiani) e per chi non la pensa come me. Non amo tantissimo i social, soprattutto raccontare quello che succede nella mia famiglia, a meno che non sia per un motivo lontano da personalismi ma vicino a quello che alcuni amici mi dicono essere la “politica” nel vero alto significato del 'prendersi cura della comunità'. Ti ringrazio innanzitutto per aver pubblicato la notizia della serata del 28 marzo alla parrocchia Beata Vergine Addolorata, per aver dato spazio al progetto WelcHome e a quello che una città civile come la nostra sta provando a sperimentare in termini di accoglienza e di relazione interculturale.
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Le famiglie del progetto non vogliono applausi, pacche sulle spalle o medaglie da primo posto. Vogliamo semplicemente dire alle persone che abitano nell'appartamento di fianco a noi che i giovani che vivono i nostri quartieri, che siano italiani o stranieri, hanno bisogno di una comunità pronta a credere in loro, ad accompagnarli e a valorizzarli. I nostri ragazzi hanno bisogno di adulti che sappiano ascoltare, accogliere, educare all'impegno e alla responsabilità attraverso una testimonianza di vita, che sappiano credere ancora nel futuro e negli altri con un senso fraterno e di condivisione.
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Certamente ci sono tante persone che vivono la solitudine, la mancanza di un lavoro, la malattia e la povertà estrema. Eppure abbiamo dei luoghi dove ogni cittadino può mettere a disposizione competenze e tempo, possono farlo anche coloro che, al caldo della loro stanzetta, si dilettano con commenti offensivi e denigratori contro chi, invece, ogni giorno si rimbocca la maniche e si impegna concretamente per tutti i ragazzi. Tante realtà associative e religiose sono coinvolte in prima linea su questi temi e disponibili a raccogliere volontari e persone che intendono impegnarsi e aiutare gli altri.
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Ecco dove possiamo incontrarci con gli abitanti di FB, in particolare con gli specialisti delle chiacchiere da bar, che non fanno altro che criticare e puntare il dito sullo straniero e su quello che non va.
Sono 9 mesi che Gias vive con la mia famiglia. Il suo arrivo ci ha stravolto la vita in senso positivo, ci ha aperto un mondo incredibile fatto di nuovi profumi arrivati dall'Asia, di nuove conoscenze con giovani stranieri laboriosi e gentili e di un paese, il Bangladesh, che forse a mala pena sapevamo individuare nel mappamondo.
In questa avventura di accoglienza/affido ci hanno sostenuti tutti, dagli amici alla parrocchia, dalle istituzioni alle associazioni del progetto, così pure le famiglie del progetto e la comunità di accoglienza da cui proviene Gias.
Gias è entrato nella nostra famiglia con molta naturalezza, si è inserito nel gruppo dei ragazzi della parrocchia da giovane musulmano con ragazzi cristiani, va a scuola, ha trovato un lavoro come aiuto cuoco dopo aver fatto un corso di formazione professionale e sta prendendo la patente. Tutto questo lo ha fatto con grande determinazione, trovando in noi dei compagni di viaggio che non si sono mai sostituiti a lui.
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Gias ci ha ricordato che la vita va affrontata con coraggio e tenacia, che il nostro punto di vista è il nostro e che lui porta con se tradizioni che è giusto rispettare come lui rispetta le nostre e che ci si deve mettere in gioco sempre per costruire il proprio futuro.
Questi ragazzi sono una ricchezza per tutti noi perché ci aiutano ad uscire dalle nostre convenzioni e convinzioni. ci ricordano che anche noi alla loro età abbiamo avuto lo stesso sogno e abbiamo sperato di incontrare nel nostro percorso qualcuno che potesse capire quanto valiamo dandoci l'opportunità di mettere a frutto i nostri talenti.
Per questo quando leggo alcuni commenti e vedo certe dimostrazioni di inciviltà nei confronti di chi è straniero mi sento di dire: non facciamoci seppellire dalle nostre sofferenze, dalle delusioni che ci hanno segnato, dalle paure e dall'apatia di una vita mai in crescita...coraggio, coraggio perché questi giovani e queste famiglie che hanno fatto un viaggio terribile per venire nel nostro paese ci stanno chiedendo di avere una possibilità di riscatto e rinascita. Non la possiamo negare a nessuno. Grazie.
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