La Cuscunà racconta le Clarisse di Udine all'Herberia
Alle 21 di oggi, martedì 11 aprile, si chiude la stagione di prosa del Teatro Herberia di Rubiera, ideata e promossa da La Corte Ospitale, con lo spettacolo di e con Marta Cuscunà, “La Semplicità Ingannata....
RUBIERA. Alle 21 di oggi, 11 aprile, si chiude la stagione di prosa del Teatro Herberia di Rubiera, ideata e promossa da La Corte Ospitale, con lo spettacolo di e con Marta Cuscunà, “La Semplicità Ingannata. Satira per attrice e pupazze sul lusso d’esser donna”, una produzione Centrale Fies e Operaestate Festival Veneto. Lo spettacolo segna la seconda tappa del progetto sulle Resistenze femminili in Italia, ed è liberamente ispirato alle opere letterarie di Arcangela Tarabotti e alla vicenda delle clarisse di Udine.
Con questo progetto teatrale, Marta Cuscunà, finalista ai premi Ubu 2016 come miglior attrice/performer, vuole dare voce alle testimonianze di alcune giovani donne che lottarono contro le convenzioni sociali, rivendicando libertà di pensiero e di critica nei confronti dei dogmi della cultura maschile; e soprattutto libertà di inventare un modello femminile alternativo a quello che da sempre gli uomini appiccicavano addosso all'altra metà dell'umanità.
Poco si sa, infatti, di alcuni importanti tentativi di emancipazione femminile avvenuti in Italia già nel Cinquecento, immediatamente soffocati e dimenticati. Nel Cinquecento avere una figlia femmina era un problema piuttosto grosso: agli occhi del padre era una parte del patrimonio economico che andava in fumo al momento del matrimonio. Avere una figlia femmina, equivaleva ad una perdita economica.
Purtroppo però, in tempi di crisi economica, il mercato matrimoniale subì un crollo generalizzato e alla continua inflazione delle doti si dovette porre rimedio trovando una soluzione alternativa per sistemare le figlie in sovrannumero: la monacazione forzata. Le monache del Santa Chiara di Udine attuarono una forma di Resistenza davvero unica nel suo genere. Queste donne trasformarono il convento udinese in uno spazio di contestazione, di libertà di pensiero, di dissacrazione dei dogmi religiosi e della cultura maschile con un fervore culturale impensabile per l'universo femminile dell'epoca.
Ovviamente l'Inquisizione cercò con forza di ristabilire un ferreo controllo sul convento e su quella comunità di monache, ma le Clarisse riuscirono a resistere per anni creando, dentro il Santa Chiara, un'alternativa sorprendente per una società in cui le donne erano escluse da ogni aspetto politico, economico e sociale della vita.
Lo spettacolo è liberamente ispirato a “Lo spazio del silenzio” di Giovanna Paolin. I biglietti vanno da 8 a 14 euro. Per gli under 26 il biglietto è di 5 euro. Per gli under 26 anni residenti a Rubiera il biglietto di ingresso è di 2 euro.
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