San Prospero un secolo fa: le foto raccontano il paese
Un tempo il territorio era sotto il controllo della Curia di Reggio Emilia
Permettetemi di scherzare! Se un “turista per caso” (ce ne sono ancora!) lasciando la via Emilia si dirigesse verso Verona lungo il Canaletto, e passato Sorbara si imbattesse in un cartello stradale che dice “San Prospero”, avrebbe un sussulto. “Ma come! Vengo da Reggio, mi hanno mostrato la chiesa di San Prospero, mi hanno detto che il Santo è il loro patrono, che lo festeggiano il 24 novembre. Ma cosa ci fanno qui questi 'Arsàn dala testa quedra'? Hanno spodestato San Geminiano?”? Invece è proprio così: il toponimo "San Prospero" deriva dal fatto che questa zona della Bassa modenese in passato era sotto il controllo della Curia di Reggio Emilia.
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Per saperne di più bisogna leggere il libro che Franco Barbieri, con Silvio Salvarani, pubblicò nel 1981 (poi riedito aggiornato), e dedicato non solo alla storia di San Prospero, ma anche alla geologia del territorio, al suo clima, alle sue culture, alle tradizioni ... San Prospero si estende tra Secchia e Panaro su un territorio di 34,56 kmq. Conta oggi 5.800 abitanti, tanti quanti erano nel 1951. Nel 1971 erano scesi a 3.600. Questo significa che gli abitanti di questo territorio hanno saputo rimboccarsi le maniche, innovare l'agricoltura, creare attività economiche, e hanno anche saputo intervenire sui danni del terremoto del 2012, fortunatamente più lievi di quelli subiti ad esempio da Mirandola.
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La zona di San Prospero è stata possedimento della famiglia Castelvetro (furono nominati conti e poi marchesi), tra le più antiche e illustri di Modena, che ebbe sin dal Trecento un ruolo nel governo della città, lasciando a Modena bellissimi palazzi, e diede i natali a numerosi letterati e uomini d'arme. Ricordo in particolare Ludovico Castelvetro (Modena 1505 - Chiavenna 1571), grande letterato. Come racconta Franco Barbieri, “il 14 dicembre 1859 Carlo Luigi Farini, liberale moderato che venne nominato dittatore delle province di Modena e Parma e governatore di Romagna, decretò la costituzione di diversi Comuni, fra i quali figurava San Prospero. Il primo sindaco eletto dopo l'emissione di un nuovo decreto, datato 10 marzo 1860, fu Giuseppe Bulgarelli… Le prime elezioni si svolsero nel casino di Gerolamo Tusini, già agente comunale, nel febbraio 1860.
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San Prospero contava allora 906 abitanti, contro i 663 di San Pietro in Elda, gli 878 di Staggia e i 426 di San Lorenzo della Pioppa. Il maggior numero di abitanti e la posizione centrale rispetto al territorio furono le motivazioni che spinsero le competenti autorità provinciali ad assegnare a San Prospero la sede comunale”. San Lorenzo della Pioppa, San Martino sul Secchia, San Pietro in Elda e Staggia sono le frazioni del Comune.
Mi soffermo su Staggia.
Lì dovevano esserci proprietà terriere di grandi famiglie nobili modenesi, perché i cronisti modenesi di cui mi sto occupando da tempo la citano in più occasioni.
Tommasino de' Bianchi detto de' Lancellotti, il grande cronista modenese, ci ricorda ad esempio, alla data del 9 settembre 1525, che “in sabato questa note pasata è stato atachato el fogo in la casa di Tasson di Tasson ala Staza, in la quale g'era dentre con tuta la sua famìa, che era andato ala festa de Nostra Dona; e prima fu circondato la casa da molti schiopeteri e cavato fora le femine e puti e da poi restato ditto Tasson con el suo compagno, et impiciato el foco dali inimici in modo tale che lui con dito compagno ge sono bruxati dentre”.
Alessandro Tassoni, nonno del celebre autore della Secchia rapita, stranamente non parla nella sua Cronaca di questo episodio che pure riguardava la sua famiglia, ma ci racconta invece che nel 1540 venne a Modena “un tale che veniva chiamato Fileno e molti Modenesi lo accolsero volentieri come uomo letterato e dotto nelle Sacre Scriture e prese a leggere le lettere di Paolo e a insegnare la Sacra Scrittura di nascosto, cioè soltanto a quelli che sapeva essere dalla sua parte, perché era eretico”. Fu arrestato “mentre questo seminatore di zizzania era nella villa di Staggia con alcuni cittadini di Modena della sua setta”.
L'eretico era ospite a Staggia nella villa di Anna e Tommaso Carandini.
Rolando Bussi
bussirolando@gmail.com
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