Gazzetta di Modena

All’Astra il debutto di “A.R.” di Menchi, film tutto modenese

All’Astra il debutto di “A.R.” di Menchi, film tutto modenese

Modena. In prima assoluta al cinema Astra, il lungometraggio  “A.R.” di Massimo Menchi, completamente autoprodotto e autofinanziato

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MODENA. L'associazione Moosee presenta, alle 21 del 18 aprile  in prima assoluta al cinema Astra, il lungometraggio tutto modenese “A.R.” di Massimo Menchi, completamente autoprodotto e autofinanziato. Il cast è composto da attori che calcano spesso la scena teatrale modenese: Enzo Francesca, Annarita Ansaloni, Monica Amaduzzi, Enrico Solmi, Adelmo Macchioni, Gino Andreoli, Graziano Nicoli e altri. Il film si avvale della musica di un “sassolese”, Sergio Giacomini, mentre il supporto tecnico è di Giordano Mazzi, vignolese, che ha curato gli arrangiamenti degli ultimi cd di Mina e Vasco Rossi.
Comune è l’aggettivo che ritorna più spesso quando si parla del film “A.R.”: una vita simile a molte altre, costellata di rapporti problematici, insoddisfazioni e assilli quotidiani, narrata con i toni della commedia appena macchiata di amarezza. Anche i luoghi in cui si muovono i personaggi sono comuni, e spesso per chi frequenta Modena riconoscibili: il vagone di un treno regionale, il portico del Venturi, lo Stile Libero in Pomposa, alcune vie cittadine. Ciò che non è affatto comune è la storia che c’è dietro a questo film: un progetto nato quasi per scherzo davanti a un chinotto e a del buon vino rosso nell’ottobre 2014 in un bar di Modena, quando Stefano “Cocco” Covili, Sergio Giacomini e Monja Macchioni iniziarono a concepire l’idea di trasformare l’esperienza teatrale di “Pastafrolla”, a cui avevano dato vita e visibilità negli anni precedenti, in un lungometraggio.
Un’operazione ambiziosa, un lavoro immane e la necessità di trovare soluzioni creative ad ogni ciak per mantenere il budget ridotto all’osso: aspetti che avrebbero potuto scoraggiare i tre amici che invece, armati di una intrinseca dose di follia, si rivolsero a Massimo Menchi per chiedergli di dirigere il film.
Andrea Rossi ha una figlia adolescente, due genitori problematici, una moglie lontana e una segretaria assillante; ma soprattutto ha una vita che non gli appartiene. Dopo un attacco di panico decide di intraprendere un percorso di analisi e incontra una terapeuta speciale, la dottoressa Leskly. Questa sorta di sciamana assegna ad Andrea dei “compiti” che lo aiuteranno a ritrovare se stesso, a costo di morire. «“A.R.” è una scommessa vinta - spiega il regista - un progetto folle che non si è avvalso di nessun finanziamento, un lungometraggio autoprodotto e reso possibile solamente grazie a passione, tenacia, fortuna e alla disponibilità di tutti coloro che hanno partecipato alla sua realizzazione. Una commedia girata a Modena e provincia (19 location diverse) da una troupe tutta modenese che cerca di raccontare con tocco ironico e lieve un passaggio nella vita di un uomo, i suoi tentativi, anche divertenti, di riappropriarsi della propria esistenza grazie all’aiuto di una psicoterapeuta “speciale”».

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